Sistema Stanislavskij

Sull'esempio di quanto fece Kostantin Nazvanov (Kostja), autore fittizio de "Il Lavoro dell'Attore su se stesso", gli allievi, durante il corso si alternano nel tenere aggiornato il diario delle lezioni tenute da Mario Restagno. Qui trovate pubblicate alcune pagine che possono risultare interessanti a coloro che studiano o amano l'arte della recitazione.
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Il magico patto del SE…

Scritto da Chiara Campi

Chiara CampiTra attore e regista esiste un magico patto, il patto del "SE…" . “Come sarei io se…?” L’attore, quando si trova di fronte ad un personaggio da interpretare, deve porsi questa domanda e non pensare ad imitare le manifestazioni esteriori.

Deve abbassare le difese ed affidarsi totalmente al regista; non deve giudicare, ma accettare con fiducia.

Non si sale sul palco per realizzarsi e soddisfare il proprio ego, anche se questo è quello che avviene normalmente nella gran parte dei teatri, dei set televisivi e cinematografici. L’attore è al servizio di un personaggio e il regista ha il compito di far vivere i personaggi, e non di intuire le preferenze dell’attore e tanto meno di fargli fare bella figura.

Molti cosiddetti amatori si distinguono dai professionisti perché si esibiscono solo per apparire: dicono di farlo per passione, non prendono lo stipendio, ma quando vanno in scena si gongolano sul palco soddisfatti di essere al centro dell'attenzione... e diventano penosi.

Il "SE" è magico perché ci permette di fare di tutto e uscirne puliti. Per questo l’attore professionista non ha problemi a fare ciò di cui nella vita si vergognerebbe o ciò che ritiene sbagliato o ingiusto.: non giudica, interpreta.
D’altra parte, non si convince ad un patto con la forza: attore e regista devono aderire liberamente e spontaneamente al patto e mettersi totalmente a disposizione. Molti problemi e molti fraintendimenti nei rapporti sul set derivano dal rifiuto di questo patto.
Sul set si creano delle emozioni che non esistono nella vita vera. Per questo, oltre che per altri motivi, relazioni tra i colleghi sono molto difficili da gestire e interferiscono con il lavoro.
Uno degli aspetti del patto è la totale trasparenza: dobbiamo aprire la nostra capacità di sentire e comunicare agli altri le nostre sensazioni.  Per molti aspetti un attore deve imparare a fare ciò che i bambini fanno naturalmente: divertirsi immaginando di essere qualcun altro. Recitare ci deve divertire, non può essere un peso. Quando lo è bisogna valutare se si è veramente convinti di voler fare questo mestiere.

(SFA, "Sistema Stanislavskij", lezione del 10/10/2011)

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