Filosofia dello Spettacolo

In questa sezione sono raccolti articoli che documentano l'attività didattica della Scuola di Formazione dell'Attore.
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Erotismo, nettare della vita

Scritto da Laura Dotta Rosso

L'erotismo è in tutto quello che facciamo, in tutto quello che ci circonda, in tutto quello che siamo.

Una frase così, forse, oggigiorno potrebbe essere attribuita ad uno slogan pubblicitario o a qualche giornale scandalistico che le vecchiette inorridirebbero al solo pensiero di sfogliare.
Ma sappiamo davvero il significato di questa parola? Ne siamo coscienti??ne abbiamo consapevolezza?.

Erotismo vuol dire sesso, carne, passione, trasgressione, vita movimentata; questa l'idea comune della società o forse semplicemente delle persone che non hanno voluto approfondire l'argomento, perché andava loro bene questa definizione. Io propongo di pensare alla nascita: l'abbiamo vissuta tutti e, gran parte di noi, è stato fortemente voluto dalla propria madre. Prendiamo in esempio quel forte sentimento che ogni neonato,e quel grande sforzo che fa, quando prova a nascere. Quello è eros. Lo sforzo e il desiderio che prova la madre è eros.

L'eros è l' energia di movimento che ci spinge a desiderare fortemente qualcosa. Non bisogna vedere l'eros come una brutta malattia dalla quale stare alla larga. Dobbiamo voler essere più attenti, più sensibili, più fragili e, ricercando l'eros nella nostra vita, potremmo avvicinarci ad essere migliori; a non vergognarci di noi stessi, delle nostre paure, del giudizio degli altri e, soprattutto, di quello che siamo. dobbiamo essere, dobbiamo vivere, dobbiamo fare per esistere. lo dobbiamo al nostro corpo, alla nostra mente, alle nostre emozioni.

Eros siamo noi, il nostro vissuto, il nostro presente e il nostro futuro.
Klimt aveva intuito tutto questo e prediligeva la donna in quanto arte vivente. La donna, con le sue forme, gli organi genitali nascosti era l'esempio perfetto per promuovere il suo messaggio di passione, verità , sapienza, purezza. L'eros serve per creare arte, l'arte è donna e quest'ultima serve per creare eros. Un cerchio che si chiude.

L'artista ha bisogno di restare solo per riuscire a vivere questa passione e per trarne ispirazione. Klimt, fortemente criticato al suo tempo per il suo stile di vita, riesce a raffigurare la donna nuda, non per forza bella e giovane, ma anche vecchia o incinta. Un artista non si può definire tale se non va continuamente alla ricerca del vero, dell'essenziale. La sua verità è questa: donne addolorate, scavate nell'animo e nei volti, donne spaventate dalla maternità, ma anche belle e sensuali, desiderose di provare un orgasmo e che non si vergognano di farsi vedere da Klimt mentre provano piacere attraverso l'autoerotismo, come negli studi erotici pubblicati dopo la sua morte. Il piacere senza secondi fini, il piacere solo per succhiare il nettare della vita e produrne di nuovo.

Non bisogna vergognarsi di provare, di amare, di sentire, non bisogna cancellarsi, non bisogna annullarsi. Il piacere dell'acqua che scorre nelle nostre mani al mattino appena svegli, un cappuccino caldo, la sensazione sotto ai piedi della sabbia, toccare le labbra di una persona che non conosciamo, la neve che ci sfiora.

Erotizzatevi. EROS= entusiasmanti, romantici, odiosi e sensibili. Insieme di sentimenti, insieme di piaceri. Fatevi domande e trovate la vostra verità.

[Relazione per il corso di Filosofia dello Spettacolo 2015-2016]

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