Filosofia dello Spettacolo

In questa sezione sono raccolti articoli che documentano l'attività didattica della Scuola di Formazione dell'Attore.
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L'Arte è "impegnativa"

Scritto da Martina Zanarella

L’eros altro non è che questo desiderio, questa infinita tensione verso qualcosa che non si può ottenere. L’artista sfrutta questa tensione rendendola una forza che gli permette di creare qualcosa di meraviglioso.

L’eros è necessario all’arte perché è il suo carburante: soltanto se c’è tensione, desiderio, si cerca una risposta, e la risposta diventa l’opera d’arte. Essendo necessario il desiderio, non ci si può appropriare dell’oggetto anelato perché ottenendo quello che si brama non ci sarebbe più tensione, né ricerca di risposta né, quindi, una creazione artistica. Basti pensare al famoso affresco “Creazione di Adamo” di Michelangelo, affresco che misura centimetri 280x570, ma di cui tutti ricordano il particolare delle due mani, quelle dell’uomo che si tende, fino a sfiorare quelle di Dio. È quella minima distanza, minima ma presente, che rende quell’affresco unico e indimenticabile. Se le due mani si toccassero, si stringessero, non ci sarebbe più la magia perché noi spettatori quella distanza possiamo riempirla con tutto ciò che vogliamo.

Lo stesso discorso vale per tutte le opere classiche e neoclassiche. In questo periodo era considerato poco opportuno mostrare l’atto in sé, si tendeva quindi a rappresentare l’attimo prima o quello subito seguente del momento culminante della storia narrata. Un esempio per tutti può essere lo splendido capolavoro di Canova: “Amore e Psiche”.

Amore e Psiche erano due amanti, Amore è una divinità che si unisce a Psiche al buio della notte, essendo lui una divinità proibisce alla sua amata di vederlo mai in volto. Lei, convinta dalle sorelle invidiose, lo farà comunque con un tranello, la storia si concluderà drammaticamente con la morte di Psiche.

Nella versione di Canova vediamo l’attimo prima del bacio. Amore, essendo dotato di ali, raggiunge dall’alto Psiche, anche qui l’infinita tensione, tensione però non portata a compimento, che c’è tra i due, rende quest’opera straordinaria.

Se noi vedessimo l’appassionato contatto delle labbra non saremmo liberi di immaginarci quello che succederà, in questo modo invece diventiamo più partecipi perché è richiesto anche il nostro contributo per emozionarci.

In tempi più moderni possiamo vedere la differenza tra un film erotico e un film pornografico: nel film pornografico l’atto sessuale è mostrato in tutta la sua interezza… c’è una plateale esposizione di quello che è. Nel film erotico invece c’è un susseguirsi di vedo non vedo, di cose non dette, di allusioni che lasciano fino alla fine lo spettatore in tensione alla ricerca di una completezza che non è possibile trovare nell’opera, di nuovo, quindi, chi guarda deve “metterci del suo” e quindi si sente coinvolto.

L'Arte è "impegnativa", nel bene e nel male non ci lascia indifferenti, ci chiede un movimento personale di adesione, come nel movimento di attrazione che avvicina gli amanti.

[Relazione per il corso di Filosofia dello Spettacolo 2015-2016]

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