Propedeutica allo Spettacolo

È il corso che prepara gli allievi ad assumere la giusta predisposizione mentale e psichica verso le arti sceniche. Aiuta a prendere coscienza del proprio corpo e delle proprie emozioni affrontando passo dopo passo paure e inibizioni che ne impediscono il corretto uso per comunicare con gli altri. Qui trovate relazioni sugli argomenti sviluppati nel corso, sui testi affrontati o consigliati, sugli esercizi messi in atto.
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Il piacere: perversione o necessità

Scritto da Eugenio Fea

Nel contesto dell'evoluzione e della storia umana si è studiato molto attentamente come evitare il dolore e le privazioni, piuttosto che ottenere e accrescere il piacere, forse anche sensatamente,

dal momento che c'erano tanti pericoli e ostacoli da superare per assicurare la continuità della vita umana.
Ma quale posto occupa, se lo occupa, nell'evoluzione della specie umana? Lionel Tiger, docente di antropologia presso la Rutgers Univercity del New Jersey, nonché autore del libro, considera il piacere come “diritto evoluzionistico”, contrapponendosi all'idea di “perversione” attribuitogli da altre, forse troppe, menti.

 

Basti pensare a come il piacere venga denunciato e associato a terribili punizioni: la chiesa, ad esempio, “informa” i fedeli che se fanno certe cose che danno piacere, dalle più pericolose alle più innocue, come la masturbazione, arrostiranno all'inferno! Ma questa non è un tema che riguarda solo i teologi, infatti anche i governi classificano certi piaceri come criminali, altri come discutibili, altri ancora come tassabili. In questo modo il piacere viene utilizzato come un'arma di controllo per lo sviluppo economico, e spesse volte personale dello stato o, nei casi più gravi, di singoli individui che ne fanno parte. Alla base di tale politica vi è una tecnica di controllo dei piaceri del popolo e delle sue attività voluttuarie. 
Ma il piacere, inteso come arte del godere, non va forse oltre ad un cinico meccanismo politico o religioso? Nelle popolazioni antiche, ad esempio i romani, il piacere in alcune sue forme, era costantemente soddisfatto. Lo stato metteva a disposizione dei cittadini attrazioni specifiche per far sì che potessero godere dell'arte, della piacevole compagnia di maestri oratori e filosofi, e del tempo libero. Le terme altro non erano che uno di questi luoghi libidici. Possiamo affermare dunque che i romani avevano scoperto che “la società migliore era quella che creava la massima felicità per il maggior numero di persone”. Allora il piacere non era considerato come una perversione, una contingenza, ma come parte integrale della vita umana, ovvero una necessità.

Se pensiamo poi al mondo greco, osserviamo come essi abbiano aperto le porte a tutte le tipologie di piacere, portando alla luce anche le più oscure, come le vere e proprie perversioni sessuali. Cos'è cambiato da allora? Nell'evoluzione dell'umanità si sono elevate così tante barriere nei confronti del piacere che è stato relegato alla sminuente idea di lusso; ricordiamo che la morale dei nonni ci insegnava che il lusso è come il cioccolatino a fine pasto, per poterlo gustare devi prima mangiare le vitamine e i carboidrati che ti fanno crescere sano e robusto!

E se i piaceri fossero proprio le vitamine e i carboidrati che fanno girare il mondo? Sarebbe ora di cominciare a caratterizzare la società umana non solo in termini di efficienza ma anche di godimento.

Tratto da: Lionel Tiger, "La ricerca del piacere"

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