Propedeutica allo Spettacolo

È il corso che prepara gli allievi ad assumere la giusta predisposizione mentale e psichica verso le arti sceniche. Aiuta a prendere coscienza del proprio corpo e delle proprie emozioni affrontando passo dopo passo paure e inibizioni che ne impediscono il corretto uso per comunicare con gli altri. Qui trovate relazioni sugli argomenti sviluppati nel corso, sui testi affrontati o consigliati, sugli esercizi messi in atto.
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Il perché del piacere (4)

Scritto da Giulia Dascoli

Il nostro cervello tiene costantemente sotto controllo il benessere del corpo, cerca di minimizzare il dolore e massimizzare il piacere. Ma non sempre il nostro psico-piacere corrisponde al fisio-piacere.

Il cibo: l’essere umano, per questioni genetiche predilige gli alimenti dolci. Appena nati riscontriamo una preferenza verso il latte con maggior contenuto di zucchero, che ricorda la relativa dolcezza del latte materno. Ma l’abuso di saccarosio e la conseguente diminuzione di carboidrati sani e proteine per un periodo prolungato possono portare diabete, obesità e molte altre malattie fino ad arrivare nel peggiore dei casi alla morte.

Il sesso: è sicuramente un piacere e permette la sopravvivenza della nostra specie, valore di inestimabile importanza all’interno della nostra società. Prendiamo come esempio persone che preferiscono abitualmente avere rapporti con persone diverse e non protetti, affermando così di provare maggior piacere. Dilaga la totale noncuranza del desiderio di benessere, in quanto il rischio di contrarre malattie veneree e infezioni è molto elevato. Proponendo anche altri spunti di riflessione, una donna violentata considererà, per il resto della vita, il sesso in maniera alquanto diversa, da come invece potrebbe farlo una qualsiasi altra che non ha mai subito un’esperienza tanto terribile e scioccante.

La droga: una qualsiasi sostanza stupefacente viene assunta con il pensiero, o la speranza che provochino piacere.
Come tutte le attività umane, la tossicodipendenza diventa un fatto sociale. A volte è l’ambiente stesso a generarla, si pensa che la sola assunzione faciliti l’approccio con altre persone.
Per un ragazzo timido che decide di andare ad una festa dove non conosce nessuno, è normale pensare di assumere una notevole quantità d’alcool, nicotina o una qualsiasi droga agevolando così, la cosiddetta “Rottura del ghiaccio“ e un senso di sicurezza sociale. Opporsi, dire no a chi offre può giustificare il rifiuto di un gruppo sociale, forse l’unico nel quale il nostro timido ragazzo sia riuscito ad integrarsi un minimo.
L’abuso, il superamento del proprio limite è talvolta inevitabile, e se droga e società sono disponibili in immediatamente e in simultanea ci troviamo davanti ad una combinazione imbattibile.
La domanda sorge spontanea: siamo arrivati al punto di raggiungere piaceri umani solo attraverso ponti chimici, abusi di ogni tipo, dal cibo alle sostanze stupefacenti, alcolici e violenze fisiche?
Certo che no, chi usa l’autocontrollo del proprio centro del piacere può certamente non essere succube delle continue provocazioni esterne alle quali siamo sottoposti.

Tratto da: Lionel Tiger, "La ricerca del piacere", relazione del Cap. IV pag. 80-122 (SFA, 15-02-2012)

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