Propedeutica allo Spettacolo

È il corso che prepara gli allievi ad assumere la giusta predisposizione mentale e psichica verso le arti sceniche. Aiuta a prendere coscienza del proprio corpo e delle proprie emozioni affrontando passo dopo passo paure e inibizioni che ne impediscono il corretto uso per comunicare con gli altri. Qui trovate relazioni sugli argomenti sviluppati nel corso, sui testi affrontati o consigliati, sugli esercizi messi in atto.
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Il piacere del potere (8)

Scritto da Francesca Fiorentino

Francesca FiorentinoIl potere sul piacere, il potere di decidere di che cosa sia permesso o meno alla gente di godere, è una prerogativa centrale dell'autorità nelle società umane. Però l'esercizio umano del piacere in se stesso è piacevole. Una ragione fondamentale per cui gli individui aspirano al potere è che ottenerlo ed esercitarlo è divertente, interessante, spesso affascinante ed emozionante. Altre gratificazioni del potere sono che la persona potente ha la possibilità di essere utile agli altri, di realizzare scopi importanti, di diventare famosa e sembra anche che il potere faccia bene alla salute da un lato, e dall'altro può essere spesso spiacevole per coloro che lo subiscono. Spesso quindi produce effetti molto evidenti, che coinvolgono altre persone e influiscono sui loro comportamenti. La reticenza è un comportamento appropriato al successo, non è ballare di gioia o gridare il proprio entusiasmo.

Il puro godimento dell'esercizio del potere per via delle interessanti sfide che presenta o del clamore dei suoi effetti è inaccettabile. In questo senso il potere è come la bellezza: è un peccato mortale per una donna indiscutibilmente bella o per un uomo affascinante descriversi orgogliosamente attraenti. Devono piuttosto evidenziare le immense difficoltà che la perfezione causa loro quando vogliono venir presi sul serio come intelligenti. Non possono gloriarsi della loro palese gloria senza provocare palese invidia e animosità morale.

Spesso certe razze e certi gruppi etnici hanno una posizione sociale in partenza superiore o inferiore. Questo dipende il più delle volte dai vantaggi economici che di solito riflettono questa gerarchia. Per questo si parla di "prima classe"; lo spazio, la quiete, il cibo più curato, l'attenzione nei minimi dettagli, tutto contribuisce. Ma più elusivi sono il piacere legato al prestigio sociale e il suo impatto sul benessere fisico. Il potere e il prestigio sociale sono quindi legati al piacere.

La debolezza e la subordinazione sono legati alla depressione o ad un insieme di fattori anche più complesso. Naturalmente, non è una grande scoperta che gli individui di qualsiasi specie stanno male quando le cose si mettono male per loro. Però non meno ovvio è il fatto che anche coloro che occupano posizioni di privilegio possono cadere nella depressione come chiunque altro. Alcuni individui ricercano un livello di approvazione, reddito, potere, tale da condannarli a una perpetua lotta contro la propria cronica insoddisfazione dei grandi o piccoli risultati raggiunti. Ma la loro scontentezza di ciò che hanno non implica che sarebbero più contenti se avessero di meno. Dopotutto potrebbero sempre scegliere una vita più modesta, se lo volessero. L'inferiorità e l'impotenza sono ovviamente condizioni sgradevoli, anche fisiologicamente. E non è una novità che la superiorità e il potere siano sani e piacevoli.
Qualsiasi sia il compito o la funzione, una gerarchia emerge sempre. Spesso coloro che esercitano un certo potere su di te, lo fanno perchè ciò gli da piacere, non perchè ti disprezzano o cercano di sfruttarti. Spesso quando eserciti un potere su altre persone non lo fai perchè vuoi violarne la dignità, ma perchè sei intento a raccoglierne una sfida.

Tratto da: Lionel Tiger, "La ricerca del piacere", relazione del Cap. 8, pag. 235-269 (SFA, lezione del 26/03/2012)

 

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