Propedeutica allo Spettacolo

È il corso che prepara gli allievi ad assumere la giusta predisposizione mentale e psichica verso le arti sceniche. Aiuta a prendere coscienza del proprio corpo e delle proprie emozioni affrontando passo dopo passo paure e inibizioni che ne impediscono il corretto uso per comunicare con gli altri. Qui trovate relazioni sugli argomenti sviluppati nel corso, sui testi affrontati o consigliati, sugli esercizi messi in atto.
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Spasmo numero uno, con due (5)

Scritto da Jacopo Siccardi

Jacopo SiccardiLionel Tiger inizia il nuovo capitolo rimarcando quanto siano importanti il sesso e la sessualità per la specie umana, tanto che non esistono al mondo società, tribù o individui che non abbiano regole ben precise sul modo di regolare questa attività.

Usi e costumi possono variare, anche di molto, ma costante rimane l'intento da parte dei vari poteri costituiti di limitare questo tipo di piacere, nonostante sia uno dei pochi che non inquinano, non arrecano danni fisici o psicologici a coloro che lo praticano. Riguardo a quest'ultima affermazione è opportuno fare una precisazione: esiste un caso particolare di attività sessuale che sembra fare eccezione, il piacere che implica il dolore, il sadomachismo.
Questa pratica in effetti ha in se una contraddizione, il fatto di trarre godimento e gratificazione da sofferenze talvolta anche molto gravose. Tale contrasto è però in parte spiegabile scientificamente.
Infatti è stato scoperto che all'interno del cervello i fasci di tessuto nervoso associati all'aggressività sono strettamente collegati con quelli che trasportano i messaggi sessuali e che l'intreccio neurofisiologico di piacere e dolore suggerisce che questi tipi diversi di esperienza sono preistoricamente correlati.
Il sadomachismo è, quindi, in parte spiegabile come una sorta di gap del cervello, un errore di trasmissione che fa si che se persone ordinarie apprezzano partner sessuale con una certa iniziativa i masochisti desiderano che tale aggressività sia portata all'estremo in modo da provocar loro dolori fisici e umiliazioni.
Inoltre, anche se non è facile ammetterlo, l'essere umano è da sempre attratto dalla sofferenza altrui ed è stato scientificamente provato che la vista del sangue ha sempre un impatto adrenalinico nel corpo dell'osservatore. Questo è il motivo per cui i romani organizzavano giochi in cui gladiatori combattevano l'uno contro l'altro con spettacolari apici di violenza, è il motivo per cui pugilato e wrestling sono molto apprezzati, soprattutto quando capitano incidenti; purtroppo questo lato animale e aggressivo è ancora dentro di noi, altrimenti stupri, omicidi, guerre e oppressioni non avrebbero ragione di esistere.

Tornando ad un discorso prettamente legato al sesso, è possibile osservare che in genere l'uomo è sempre più aggressivo della donna e che sia portato a concludere velocemente l'atto sessuale. Riguardo a questo in effetti potrebbe sembrare che la natura, che di solito fa tutto per bene, abbia commesso un errore grave e grossolano, macroscopico quasi, nell'allineare i ritmi sessuali del maschio, che talvolta raggiunge l'orgasmo in meno di quindici secondi, a quelli della femmina che può aver bisogno anche di una mezzora per raggiungere il massimo del piacere. Inoltre per quale motivo l'orgasmo maschile è strettamente legato all'eiaculazione e quindi alla riproduzione mentre la donna lo può raggiungere attraverso la stimolazione del clitoride molto più sensibile delle pareti vaginali, senza la necessità della penetrazione?
Tali contrapposizioni hanno principalmente due ragioni: la prima, riguardante la differenza di ritmi, si può spiegare come una sorta di eredità genetica del maschio che, nelle società primitive, doveva fecondare con il proprio seme velocemente il maggior numero di femmine per assicurarsi la continuità della specie, quindi è chiaro che un' eiaculazione rapida fosse preferibile, anche per prevenire l'attacco da parte di altri individui maschi che vantavano diritti sulle femmine da fecondare. La seconda ragione di queste distinzioni è legata ai differenti tipi di orgasmi e alla diversa stimolazione che questi necessitano, spiegabile in questo modo: l'uomo non potendo soddisfare in breve tempo la donna deve pazientemente condurla verso il piacere, ritardando il proprio e, quindi, mettendo da parte il proprio egoismo. In questo modo la femmina ha modo di valutare se il partner in questione è un valido compagno di vita o no.
In questo senso è chiaro che è la donna a far la parte della padrona, l'uomo esegue e sta al gioco. Sfortunatamente nel corso della storia questo rapporto si è ribaltato poiché l'uomo ha sempre mal digerito questa sorta di "sottomissione" da parte del sesso femminile, arrivando a impedire che la donna provasse piacere durante l'attività sessuale con pratiche crudeli come la clitoridectomia.
Ciò che più stupisce oggigiorno è come questi modi di pensare, uniti ai vari ordini costituiti che da sempre hanno condannato il sesso, possano aver raccolto tanti seguaci. Le Chiese in primis sono da sempre da sempre in lotta con la sessualità e il piacere da essa costituito.

Tratto da Lionel Tiger, "La ricerca del piacere", relazione del Cap. V pag. 123-164 (SFA, 22-02-2012)

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