Propedeutica allo Spettacolo

È il corso che prepara gli allievi ad assumere la giusta predisposizione mentale e psichica verso le arti sceniche. Aiuta a prendere coscienza del proprio corpo e delle proprie emozioni affrontando passo dopo passo paure e inibizioni che ne impediscono il corretto uso per comunicare con gli altri. Qui trovate relazioni sugli argomenti sviluppati nel corso, sui testi affrontati o consigliati, sugli esercizi messi in atto.
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Prendere o lasciare

Scritto da Antonio Calanna

Antonio CalannaLo psicologo Daniel Goleman ci introduce ad alcune ragioni che regolano le reazioni che le persone hanno verso la società: queste reazioni sono comandate dalla chimica cerebrale. Essendo esseri umani siamo dotati di istinto e ragione, ma fortunatamente (o sfortunatamente) ci facciamo guidare per lo più dall'istinto. (Cfr. D. Goleman, "Intelligenza sociale", pag. 78 cap. "Prendere o lasciare").

Lavoriamo da più lezioni sul tema del bacio: stiamo leggendo una dispensa che illustra la storia del bacio nella cinematografia. Baciare è un azione di comunicazione che può avere molteplici significati. Si va dal bacio passionali di due amanti a quello di Giuda a Gesù: nel cinema di produzione occidentale è un momento magico. Difficile trovare un film che non contempli una scena di bacio.

Si parla del film "A qualcuno piace caldo" (1959) con protagonisti Marilyn Monroe e Tony Curtis. Mi ha fatto molto sorridere una coincidenza particolare: Tony Curtis è praticamente l'omonimo del nostro Antonio De Curtis (in arte Totò), e la storia messa in scena dall'americano rispecchia tanti film comici di Totò girati proprio in quel periodo in Italia.

Il primo bacio alla francese nel cinema
Il primo bacio "alla francese" nella storia del cinema appare nel film "Splendore nell'erba" (1961). Al tempo, pochi frame di lingua, bastarono per suscitare grande scalpore. Nel film di Elia Kazan il bacio passionale sostituisce l'atto sessuale che viene rappresentato da una dissolvenza per lasciar spazio all'imaginazione dello spettatore.
Il fatto che questo bacio (come tanti altri del resto) sia stato messo in scena sotto una cascata non è un caso: dall'acqua scaturisce la vita e come esseri viventi non possiamo sopravvivere senza di essa. In tutti i miti sulla creazione si fa riferimento all'acqua (lo abbiamo visto anche nei Bororo) ed appunto in questo film diventa un riferimento al rapporto sessuale.
Non mi dilungo oltre sul bacio nel cinema perché è tutto scritto nella dispensa, vorrei invece parlare degli esercizi di propedeutica svolti dopo.

Esercizi di contatto
Stiamo lavorando sul contatto fisico: non dobbiamo dare importanza all'identità del nostro partner e imparare ad accogliere le carezze e le coccole senza pregiudizi se se stessi e sugli altri, per poi riuscire ad esprimere questi sentimente in maniera più naturale davanti alla telecamera. Le ragazze erano facilitate perché bendate non potevano riconoscere quale di noi avessero davanti, mentre noi ragazzi eravamo più in difficoltà perché riuscire a esprimere solo con il gesto un sentimento è più difficile che riceverlo.

Interpretazione di una scena
Appena finito questo esercizio ne abbiamo incominciato uno nuovo in coppia: interpretazione di una scena da filmare.
La scena si ispira ad una simile del film "Romeo+Juliet" di Baz Lurhman, quando Romeo entra per la prima volta nella camera di Juliet.
Il tema di Romeo e Giulietta ci seguirà tutto l'anno: il loro primo incontro, il primo bacio, il desiderio di vedersi e mostrarsi, la prima volta... tutti temi utili per lavorare sul contatto fisico e adatta alla nostrà età scenica.
Devo rappresentare con Chiara una scena nella quale due adolescenti sono alle prime armi nei rapporti affettivi: il ragazzo dovevo mostrare il desiderio di scoprire il corpo della patner e contemporaneamente lei deva mostrare la voglia di voler essere spogliata.
Detto così può sembrare semplice. Iniziamo e subito si aggiungono delle intenzioni: è lei che conduce l'azione senza parlare e senza chiedere. Io desidero vederla, ma non oso, è lei che "mi deve autorizzare" con sguardi. "Attento alla luce!"... "Non impallare!"... "Senti il ritmo della scena"... "Delicato come la prima volta!"... "Credici!"...
Sono pochi secondi da fare, ma sono mille cose da tenere in mente e poi, soprattutto... "Creare la bolla", cioè imparare ad isolarsi completamente da tutto quello che succede attorno senza perdere il conhtatto con il regista! É stato relativamente semplice per me e la mia patner riuscirsi a isolarsi dal pubblico, visto che chi ci guardava erano i nostri compagni con cui passiamo tutte le nostre giornate e con la quale confidenza è molto elevata.
Noto che faccio fatica a non giudicarmi.
L'impressione che ho avuto è che conoscere con chi si lavora rende più facile il compito assegnato.

(SFA, "Propedeutica allo Spettacolo", lezione del 16/12/2011 di Mario Restagno)

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