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La bisbetica domata

Scritto da Chiara Campi

Chiara CampiLa bisbetica domata (The Taming of the Shrew) di William Shakespeare è divisa in cinque atti scritti in versi e in prosa.

Particolarmente incerta è la sua data di composizione, generalmente è ritenuta antecedente al 1594, ma non è escluso che sia successiva a quella data.

Personaggi

BATTISTA MINOLA, ricco cittadino di Padova
CATERINA, la Bisbetica, figlia maggiore di Battista
PETRUCCIO, gentiluomo di Verona, pretendente di Caterina
GRUMIO, servitore personale di Petruccio
BIANCA, figlia minore di Battista
GREMIO, anziano e ricco cittadino di Padova, pretendente di Bianca
ORTENSIO, gentiluomo di Padova, pretendente di Bianca
LUCENZIO, gentiluomo di Pisa, innamorato di Bianca
TRANIO, servo e confidente di Lucenzio
VINCENZO, vecchio gentiluomo di Pisa, padre di Lucenzio
Personaggi del prologo
Un Signore CRISTOFORO SLY, calderaio Un'Ostessa, un Paggio, Cacciatori e Servi

Trama ragionata

PROLOGO
Scena I
In un’ osteria, il calderaio Sly, ubriaco, è intento in una lite con l’ostessa, per poi addormentarsi ubriaco. Arriva all’osteria un signore, di ritorno dalla caccia col suo seguito, trova l’ubriaco addormentato e decide di fargli uno scherzo: portarlo a casa sua e , al suo risveglio, farlo trattare da tutti come un nobile signore. Lo portano a casa. Arriva, in casa del Signore, una compagnia di attori, che chiede ospitalità in cambio della rappresentazione di una commedia. Il Signore li ospita volentieri. In tanto ordina ai servi di continuare la messinscena.
Scena II
Sly si risveglia e i servi lo convincono che ha dormito per quindici anni e ciò che lui crede di aver vissuto in realtà non è che un sogno. Lui all’inizio è intontito e confuso, ma alla fine accetta di buon grado questa versione dei fatti. Un servo si traveste addirittura da donna e si finge la sua signora e Sly cerca subito di portarsela a letto, nonostante le mille resistenze del servo che ovviamente non ne vuole sapere. Tutti prendono posto per assistere alla rappresentazione della compagnia degli attori, che metteranno in scena una commedia: La bisbetica domata.

ATTO I
Scena I
Lucenzio e il suo servitore a Tranio arrivano, da Pisa, a Padova, dove Lucenzio vuole dedicarsi completamente agli studi universitari. Per strada si imbattono in una strana scena. Entra Battista con la bella figlia Bianca seguito da Gremio e Ortensio, i due pretendenti. Battista, nonostante le loro insistenze, è deciso a non maritare Bianca fino a che non avrà trovato un marito alla figlia maggiore Caterina, che si affaccia alla finestra proprio in quel momento imprecando e rivelando nelle sue risposte un carattere da vera bisbetica. Battista rientra in casa con la figlia dichiarando che per lei non cerca pretendenti, bensì precettori per istruirla. Sia Ortensio che Gremio progettano di fingersi precettori per poter corteggiare Bianca, e decidono di allearsi nella difficile impresa di trovare un marito alla sorella. Lucenzio, che insieme a Tranio ha assistito a tutta la scena, è invaghito di Bianca. I due progettano questo piano: Lucenzio, indossando i panni di Tranio, si fingerà un precettore, di nome Cambio, e Tranio interpreterà la parte di Lucenzio. Scena II Petruccio, amico di Ortensio, accompagnato dal servitore Grumio, è giunto a Padova da Verona perché, morto il padre, vuole trovare una moglie, all’unica condizione che sia ricca. Ortensio gli propone Caterina, avvisandolo del suo carattere ribelle. Petruccio non sembra preoccupato, ma anzi attirato dalla ricca dote della ragazza. Ortensio si offre di portarlo in casa di Battista in cambio facendosi presentare come precettore, per poter corteggiare Bianca. Tutti i pretendenti, ognuno con il suo piano e il suo travestimento, si incontrano davanti alla casa di Battista.

ATTO II
Scena I
Caterina tormenta Bianca e la accusa in mille modi, pensando che il padre abbia un debole per lei. Arrivano alla casa tutti i vari pretendenti e i finti “precettori”. Questi ultimi vanno ad istruire le ragazze (Caterina spacca il liuto in testa all’insegnante di musica) e intanto Petruccio, dopo essersi messo d’accordo con Battista per la dote, va a conoscere Caterina. I due hanno un dialogo molto acceso, ma alla fine lui, un po’ con l’inganno un po’ con la forza, la convince a sposarlo.

ATTO III
Scena I
Lucenzio e Ortensio, entrambi travestiti d precettori, litigano per chi può passare più tempo con Bianca, e ognuno dei due con un messaggio in codice, le svela il proprio amore. Si capisce che Bianca preferisce Lucenzio. Bianca si ritira per prepararsi alle nozze della sorella. Scena II Tutti sono pronti davanti alla chiesa per celebrare il matrimonio, ma Petruccio, suscitando l’ira di Caterina e lo scandalo generale, si presenta in ritardo e vestito in modo rozzo e ridicolo. Alla fine, racconta Gremio, le nozze, in un modo o nell’altro si sono celebrate. Intanto Tranio e Lucenzio progettano di far arrivare un uomo che si finga il padre di Lucenzio per rendere la storia più credibile al banchetto di nozze, a un certo punto Petruccio dichiara di avere degli affari da sbrigare e se ne va abbandonando gli invitati e portandosi di peso Caterina.

ATTO IV
Scena I Petruccio e Caterina arrivano, dopo un lungo viaggio al freddo, alla cascina di Petruccio, annunciati da Grumio. Vengono accolti da un branco di servitori sgangherati. Grumio racconta che durante il viaggio P. ha fatto in modo che Caterina cadesse nel fango e si insozzasse tutti i vestiti. P. tratta i servitori a suon di insulti, si lamenta per la cena e così fa in modo che Caterina vada a letto a stomaco vuoto. Poi in un monologo, dichiara le sue intenzioni di renderle la vita impossibile per riuscire ad ammansirla. Scena II
A casa di Battista, Ortensio ha scoperto la tresca di Bianca col suo rivale Cambio ( in realtà Lucenzio) e la svela anche a Lucenzio (in realtà Tranio) . I due decidono di rinunciare entrambi al corteggiamento della fanciulla; così Lucenzio si è tolto di mezzo un rivale. Tranio intanto convince ingannandolo un viaggiatore appena arrivato da Mantova a presentarsi a casa di Battista fingendosi suo padre ( cioè il padre di Lucenzio).
Scena III
Con delle scuse che maschera per premura, Petruccio fa sì che Caterina soffra la fame e il sonno. Per andare al casa del padre fa chiamare un sarto e un merciaio che portano vestiti bellissimi e poi li rifiuta senza ascoltare le repliche di Caterina che li vorrebbe a tutti i costi. Infine la costringe a partire a un orario assurdo solo per far valere la sua autorità.
Scena IV
Il finto padre di Lucenzio giunge a casa di Battista e i due accordano per le nozze dei figli. Per firmare le carte si spostano a casa di Lucenzio lasciando il tempo al vero Lucenzio di andare in chiesa con Bianca dove un prete li aspetta per celebrare nascostamente le loro nozze.
Scena V
Petruccio a suon di minacce e ricatti comincia a “ domare” Caterina, se lui dice le cose più assurde e improbabili, come che la luna è il sole e il sole è la luna, lei concorda sottomettendosi totalmente alla sua volontà, pur di raggiungere la casa del padre. Per strada incontrano intanto Vincenzo, padre di Lucenzio, che sta arrivando a Padova e trovare il figlio; quando si presenta, Caterina e Petruccio si congratulano per le nozze del figlio, di cui egli naturalmente è inconsapevole, e pensa ad uno scherzo.

ATTO V
Scena I
Vincenzo arriva, accompagnato da P. e C., alla casa di Lucenzio, dove però lo accolgono il finto Lucenzio e il finto Vincenzo, accusandolo di essere un imbroglione. Scatta una lite, e Vincenzo sta per essere portato via dalla polizia, quando il vero Lucenzio, ormai sposo di Bianca, arriva e svela l’imbroglio, rincuorando gli animi.
Scena II
Tutti i personaggi si trovano ad un banchetto a casa dei novelli sposi Lucenzio e Bianca. Tutti lanciano frecciatine alla strana coppia Petruccio e Caterina. Petruccio propone allora una scommessa: cento corone a colui la cui moglie, mandata a chiamare, arriverà prima dal marito. Bianca non si presenta e nemmeno la moglie di Ortensio. L’unica a presentarsi è proprio Caterina, che sotto l’ordine dal marito, va a chiamare anche le altre due e ricorda loro i propri doveri di moglie: obbedire, essere sempre gentili e premurose, trattare il marito come un sovrano, un principe, rispondere a tutte le sue esigenze e richieste senza contraddire e ribellarsi, perché questo è lo scopo per cui la natura a creato la donna con un corpo così delicato e morbido, e a questo scopo deve attenersi sempre. Petruccio soddisfatto vince la scommessa, e l’ammirazione degli altri uomini a tavola, esterrefatti dal cambiamento di Caterina, la bisbetica domata.