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Ingrid Bergman: la bellezza!

Scritto da Martina Zanarella

Ingrid Bergman nasce a Stoccolma il 29 Agosto 1915, rimane molto presto orfana, la madre muore quando lei ha solo 2 anni, il padre, al quale era molto attaccata, quando ne ha 12.

“Ho avuto un’infanzia meravigliosa, ero convinta che la vita con mio padre fosse perfetta. Lui era tutto per me ed io ero tutto per lui”.

Il padre era fotografo, ed è a lui che dobbiamo la sua naturalezza e disinvoltura davanti alla camera da presa. Nonostante la sua morte prematura, Ingrid dichiarò che fu colui che più l’aiutò a diventare un'attrice: “Mio padre amava me, amava le arti e mi incoraggiava di continuo. Non so dove sarei oggi senza di lui ma di certo non qui.”

Il suo primo lavoro lo ebbe a 15 anni quando ottenne una parte come comparsa in un film. Quando le dissero che poteva andare lei rimase a guardare come funzionasse quel mondo entusiasmante, e quando finalmente si decise ad uscire non si tolse il trucco, nonostante fosse da moribonda, perché le sembrava un simbolo, lei era un attrice! 
“Avevo guadagnato i primi soldi della mia vita, immaginate che emozione, essere pagata per fare ciò che adoravo.”

Studia recitazione alla scuola del Reale Teatro Drammatico di Stoccolma. Al suo provino di ammissione la giuria non la fa nemmeno finire, ma non per bocciarla, come lei pensava, ma perché il suo talento era tale che non serviva perdere altro tempo. A 20 anni incontra Petter Lindstrom, un dentista che diverrà poi il suo primo marito da cui avrà una figlia: Pia.

Petter la presenta a un dirigente dell'industria cinematografica svedese (Svenskfilmindustri).
Ingrid ottiene così una piccola parte in "Il Conte della città vecchia" (Munkbrogreven, 1935).
Nel suo film di debutto - inedito in Italia - Ingrid Bergman interpreta il ruolo di una cameriera di un modesto albergo della città vecchia di Stoccolma. Il regista le disse che era sfrontata: una critica non nuova che per lei suonava come un complimento.
Grazie a questa piccola parte viene notata dal regista Gustaf Molander, che prova a lanciarla in Svezia per fare di lei una grande promessa: in pochi anni, dal 1935 al 1938, interpreta più di dieci film, tra cui il celebre "Intermezzo", il film che sarà il suo passaporto per Hollywood.

Il regista David O. Selznick infatti è intenzionato a fare un remake americano di “Intermezzo” con la stessa Bergman come protagonista. La prima volta che il pubblico americano vide Ingrid Bergman fu nel trailer di “Intermezzo” con Leslie Howard, in una scena particolare in cui l'inverno si trasforma in primavera. Il ghiaccio si scioglie, i fiori sbocciano e le coppie capiscono di essere innamorate. Selznick forse pensava a Ingrid Bergman come alla possibile erede di Greta Garbo, di soli dieci anni maggiore di lei, Ingrid tuttavia rifiuta la proposta di avere un contratto da sogno e per sette anni sceglierà personalmente i copioni da recitare, i registi e anche i partners. Vuole appoggiare la carriera del marito che sta diventando neurochirurgo e dedicarsi alla bambina che ha solo un anno di età. Ingrid firma il contratto solo per un anno, con la clausola di poter tornare in patria se il film non avrà successo. Succede poi che il remake di "Intermezzo" raccoglie un enorme consenso. La Bergman torna in Svezia per completare alcuni altri film, poi nel 1940 vola negli Stati Uniti con tutta la famiglia e nel periodo successivo appare in tre film di successo. Nonostante il contratto viene prestata alla Warnes per fare un film a basso costo: “Casablanca”. “C'è qualcosa di mistico in questo film. Sembra aver soddisfatto un'esigenza esistente prima del film e che solo il film è riuscito a soddisfare.”

Nel 1943 arriva la prima nomination all'Oscar come migliore attrice per il film "Per chi suona la campana". Ma è solo l'anno seguente con il thriller "Angoscia" che vince la statuetta. La sua terza candidatura consecutiva all'Oscar come migliore attrice arriva per l'interpretazione di "Le campane di Santa Maria".
 L'ultimo film che gira sotto contratto con Selzinick è “Notorious” di Alfred Hitchcock, il marito Lindstrom convince la moglie che Selznick l'ha ampiamente sfruttata, incassando milioni di dollari in cambio di un compenso di soli 80 mila dollari annui: Ingrid firma così con una nuova casa di produzione per interpretare "Arco di trionfo", con Charles Boyer, dall'omonimo romanzo di Remarque.

Il film non ha però grande successo e l'attrice decide quindi di rischiare con un progetto che aveva a cuore da tempo. Costituisce una società di produzione indipendente e, con un costo di ben 5 milioni di dollari (cifra astronomica per l'epoca), realizza il suo "Giovanna d'Arco", produzione ricca di costumi sfarzosi, di personaggi e di scenografie spettacolari. Questo film anche se non sarà un successo le frutterà comunque la sua quarta nomination all’Oscar.

Nel frattempo il suo matrimonio è in crisi, e la Bergman si convince che il mondo di Hollywood sia solo una fabbrica commerciale che non coglie la poesia a favore del guadagno. Ed è così che s’interessa ad altro e butta l’occhio verso il cinema d’oltreoceano. Rimane affascinata da “Roma città aperta” di Roberto Rossellini e decide di scrivere una lettera al regista che è diventata famosa: “Se ha bisogno di un'attrice svedese che parla inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in francese, e in italiano sa dire solo "ti amo", sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei".

Rossellini non si lascia scappare l'opportunità: ha un copione nel cassetto destinato originariamente all'attrice italiana Anna Magnani, al tempo sua compagna nella vita, e ambientato a Stromboli. La Bergman è in Europa, impegnata nelle riprese di "Il peccato di Lady Considine" e il regista si precipita a Parigi, dove riesce a incontrarla e a proporle il progetto del film.

Tra i due c’è molto più di un rapporto professionale e la stampa non aspetta altro.
Alla fine dell’anno, siamo nel 1949, trapela la notizia di una gravidanza.

Per l’opinione pubblica americana è un grave colpo, la Bergman che fino a quel momento era considerata una santa, diventa un’adultera da lapidare: la stampa la definisce Hollywood's apostle of degradation (apostolo della degradazione di Hollywood), montando una campagna denigratoria senza precedenti. Il dottor Lindstrom chiede il divorzio e ottiene l'affidamento della figlia Pia, che a sua volta dichiara di non aver mai voluto bene alla madre.

Nel 1950 Ingrid e Roberto si sposano e hanno il loro primo figlio: Roberto Rssellino Jr. nello stesso anno esce anche il film “Stromboli terra di Dio” che in Italia, complice la curiosità del pubblico, riscuote grande successo, opposta la reazione negli Stati Uniti.

Ingrid Bergman nel giugno 1952 dà alla luce le gemelle Isotta Ingrid e Isabella. L'attrice riconquista lentamente le simpatie del pubblico: la stampa la ritrae in pose da casalinga e da mamma felice e la stessa afferma di aver trovato finalmente la serenità a Roma, anche se i film che continua a girare sotto la direzione di Roberto Rossellini (tra cui ricordiamo: "Europa '51" e "Viaggio in Italia") vengono ignorati dal pubblico.

Nel 1956 riceve dagli Stati Uniti una favolosa offerta da parte della Fox, che le offre di interpretare il ruolo di protagonista in una pellicola ad alto budget sulla superstite dell'eccidio della famiglia dello zar di Russia. Con questo ruolo nel film dal titolo "Anastasia" (1956, con Yul Brynner), la Bergman fa il suo ritorno trionfale a Hollywood dopo lo scandalo degli anni precedenti, vincendo addirittura l'Oscar come "Migliore attrice" per la seconda volta.

L'unione con il regista Roberto Rossellini intanto è in crisi: l'italiano parte alla volta dell'India per realizzare un documentario e ne torna dopo qualche tempo con una nuova compagna. Ingrid intanto riprende a interpretare film di successo: i primi due titoli sono "Indiscreto" e "La locanda della sesta felicità", entrambi del 1958, e conosce un impresario teatrale svedese, Lars Schmidt, che diventerà il suo terzo marito (dicembre 1958).

Negli anni successivi alterna interpretazioni in film americani ed europei, ma nello stesso tempo si dedica anche al teatro e alla televisione. Il suo terzo premio Oscar arriva per il suo ruolo nel film "Assassinio sull'Orient Express" (Murder on the Orient Express, 1975, di Sidney Lumet, con Albert Finney e Lauren Bacall), tratto dal racconto di Agatha Christie. Ritirando la terza statuetta Ingrid dichiara pubblicamente che, secondo la sua opinione, l'Oscar sarebbe dovuto andare all'amica Valentina Cortese, nominata per "Effetto notte", di François Truffaut.

Nel 1978 arriva dalla Svezia la proposta di lavorare assieme al più prestigioso dei suoi registi, Ingmar Bergman. Ingrid accetta con coraggio una duplice sfida: reduce da un intervento chirurgico e da una pesante chemioterapia per un tumore al seno, decide di calarsi nel difficile ruolo di una madre cinica ed egoista che ha anteposto la sua carriera all'affetto per i figli. "Sinfonia d'autunno" è la sua ultima interpretazione per il cinema. Considerata una prova di recitazione tra la sue migliori, per questa riceverà la sua settima nomination agli Oscar.

Nel 1980, mentre la malattia dà i segni della sua ripresa, pubblica un libro di memorie scritto assieme ad Alan Burgess: "Ingrid Bergman - La mia storia". Nel 1981 recita per la televisione nel suo ultimo lavoro, una biografia del primo ministro israeliano Golda Meir, per la quale riceverà un premio Emmy postumo (1982) come "migliore attrice".

Il 29 agosto 1982 a Londra, nel giorno del suo 67° compleanno, Ingrid Bergman muore.
La salma viene cremata in Svezia e le ceneri vengono sparse insieme a dei fiori sulle acque nazionali; l'urna, oggi vuota, che le conteneva, si trova al Norra Begravningsplatsen (cimitero settentrionale) di Stoccolma.

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