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Helena Bonham Carter

Scritto da Cristiana Ariotti

Helena Bonham CarterNasce a Londra nel 1966; il padre era un banchiere e la madre una psicoterapeuta. La sua infanzia fu estremamente travagliata:  quando aveva cinque anni la madre soffrì di un esaurimento nervoso mentre, quando ne aveva tredici, il padre rimase paralizzato. Grazie ai soldi vinti con un concorso di poesia fa pubblicare la sua foto in un catalogo di casting. Dopo poco, assume un agente che l'aiuta a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo.

In un'intervista afferma: 
“Ho deciso di assumere un agente perché pensavo di poter creare il mio mondo personale. Non puoi rimettere insieme i pezzi della tua vita, ma puoi rifugiarti in un mondo del quale hai il controllo. É strano che abbia scelto la recitazione, perché ero tremendamente timida”.
Ottiene il primo lavoro all'età di sedici anni in una pubblicità televisiva. 
Il film che segna il suo vero e proprio esordio è “Camera con vista” (1985), dove si trova a recitare con attrici del calibro di Judi Dench e Maggie Smith. Si sentiva però un’imbrogliona; recitava accanto a grandi personaggi pur non avendo alcun tipo di formazione:
“Non sapevo cosa stessi facendo. Ho pensato, *****, non posso farlo. Sentivo di star improvvisando”. 
Continua la sua carriera tra l’Inghilterra e gli Stati Uniti. Negli anni novanta inizia a recitare in grossi film hollywoodiani come “Frankenstein” (1994), “Le ali dell’amore” (1997) per cui ottiene una nomination all’Oscar.

Nel 2001 recita ne “Il pianeta delle scimmie” di Tim Burton, con cui inizia una relazione nello stesso anno e dal quale avrà due figli. Continua a lavorare con Tim Burton ne "La Fabbrica di cioccolato" (2004), "Sweeney Todd" (2007) e come doppiatrice ne "La sposa cadavere" (sempre accanto a Johnny Depp). Ha interpretato il ruolo di Bellatrix in "Harry Potter". Nel 2010 indossa i panni della Regina Rossa in "Alice in Wonderland" diretto sempre dal compagno Tim Burton e con Johnny Depp nel ruolo del cappellaio matto.

Come ha influito sul tuo lavoro il fatto di dover girare tante scene davanti ad uno schermo verde?
"Recitare di fronte ad uno schermo verde può essere molto difficile per un attore. Ti ritrovi ad avere dialoghi con una palla da tennis o gente in body verde che fa la parte dell’altro personaggio. Recitare richiede sempre tanta immaginazione. Infatti la parola che descrive il nostro lavoro dovrebbe essere immaginare piuttosto che recitare, soprattutto in un film come Alice in Wonderland”.
Riguardo al fatto di essere diretta dal proprio compagno lei commenta:
"É sempre molto interessante lavorare con un proprio compagno. Per "Sweeney Todd" nel 2007, c’era molta tensione sul set. Tim non aveva mai realizzato un musical ed io non avevo mai cantato prima. Per Alice in Wonderland è stato completamente diverso, ci siamo divertiti molto sul set e Tim era davvero rilassato. Mi sembra che siamo maturati lavorando insieme”.
Successivamente la ritroviamo nel ruolo della consorte di Re Giorgio VI nel film “Il discorso del re” per cui ottiene il premio BAFTA e una nomination all’Oscar come migliore attrice non protagonista. Fa parte anche del cast de “Les Miserables” di Tom Hooper e di “Dark Shadows” di Tim Burton.

Gli ultimi film in cui ha recitato sono “The Lone Ranger” e “The Young and Prodigious Spivet”.
A coloro che le chiedono come faccia a mantenere un equilibrio tra lavoro e ruolo di mamma risponde:
“Io non vedo grosse differenze tra queste due cose. Il lavoro che faccio ha qualcosa di molto infantile, fingo continuamente. Però questo lavoro mi porta anche ad allontanarmi dai miei figli per periodi lunghi, e allora devo spiegargli con calma perché non posso stare con loro. Per fare un lavoro del genere, devi avere bambini molto comprensivi!”

 

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