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Marcido Marcidoris

Scritto da Eugenio Fea

La compagnia fu fondata a Torino nel 1984 dal regista-attore Marco Isidori, dall’attrice Maria Luisa Abate e dalla scenografa-costumista Daniela Del Cin.  Il gruppo teatrale esordì al festival Premio Narni Opera Prima nel 1986 con uno studio tratto da Les Bonnes di Jean Genet, cui ha fatto seguito un lavoro sulla tragedia e sul classicismo.

Hanno ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali il Premio Ubu Speciale nel 1991 con Palcoscenico ed Inno, tratto dalla Sirenetta di Andersen.

Altro lavoro di particolare importanza per la ricerca artistica della compagnia fu Il cielo in una stanza, del 1994, per approdare infine alle rive Beckettiane.

Animato da un estremo sperimentalismo, il gruppo fonda il suo lavoro su una ricerca ossessiva dell’opera d’arte totale, inseguendo l’idea di un Teatro Ulteriore, basato sulla parola, sul significato e sul significante. Attraverso la parola, o meglio il suono in sé della parola stessa, vogliono trasmettere l’inquietudine e la ferocia del mondo, creando così spettacoli di forte impatto visivo e sonoro, che scuotano il pubblico.

La loro ricerca è tutta mirata all’eliminazione dello spazio tra pubblico e attori, tra platea e palcoscenico, tra scene e costumi, avviando in tal modo una più o meno lenta distruzione del teatro tradizionale.

Questa così tanto esaltata ricerca della teatralità nella parola, porta alla metamorfosi delle opere teatrali in vere e proprie partiture musicali, che tolgono sempre più importanza alla figura dell’attore protagonista.

Possiamo dunque affermare che il lavoro laboratoriale dei Marcido sia un lavoro sui generis, che contrastando l’omologazione vuole fare del teatro un rituale sacro, riformando il teatro moderno

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