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Scarlett Johansson

Scritto da Teresa Lepore

Scarlet Johansson"É una diva autentica, intrigante. Amo la sua vivacità giovanile che emerge dalla facciata di femme fatale: mi fa sentire Billy Wilder con Marilyn Monroe”. Così parla Woody Allen pensando a Scarlett Johansson, l’attrice che ha voluto per "Scoop". Non è la prima volta che lavorano assieme, l’aveva, infatti, scoperta in "Match Point" e l’ha cercata di nuovo perché si diverte a lavorare con lei come quando era sul set con Diane Keaton con la quale divideva lavoro e vita privata.

In un’intervista del 2006 a Los Angeles, la Johansson parla del suo lavoro insieme a Woody Allen durante le riprese del film, e descrive il suo personaggio, Sondra, studentessa di giornalismo americana che viene a conoscenza del nome del serial killer, uomo bello, ricco e figlio di un lord, e decide di conoscerlo:
É una mezza scema, un’oca giuliva che alla fine si innamora del presunto colpevole di un omicidio” dice sorridendo.
Scoop, dopotutto, è una commedia leggera senza pretese deontologiche.

Scarlett parla poco della sua vita privata, di lei si sa che è nata a New York il 22 novembre 1984, che si è trasferita ben presto a Hollywood perché sua madre voleva che, a soli otto anni, lavorasse nel cinema; che ha girato trenta film: il primo è stato "North" (1994); che è tornata nella sua città natale con il suo fidanzato - il divo Josh Hartnett, con il quale ha interpretato il film "The Black Dahlia" - semplicemente perché odia Hollywood, mentre ama Londra perché lì non ha bisogno di nascondersi!

Degli uomini ama l’entusiasmo e l’esuberanza, trova sexy un uomo brutto se ha queste qualità, è attratta dagli uomini pericolosi, ma l’altra parte di sé cerca in loro tenerezza e protezione. Sul suo conto circolano molti pettegolezzi, ma lei spiega che i media inventano storie quando non hanno notizie da raccontare. Del resto, la sua bellezza è suggestiva, sessualmente travolgente, il suo carattere è vivace, provocante e sagace.
Scarlett sa che bisogna sapersi adeguare alla popolarità poiché i paparazzi sono sempre presenti e, pur di non comparire sui tablot, non frequenta locali che non sappiano garantirle la privacy, né le località alla moda per le vacanze.
Ciò nonostante viene dipinta come una playgirl, una sciupamaschi, al contrario per lei è più importante il lavoro. É una stakanovista, adora stare sul set, respirare l’atmosfera del cinema, sentirsi parte di un team; non ha hobby né altre grandi passioni se non il cinema, perciò, teme il giorno in cui non la chiameranno più per recitare.
Grazie al suo lavoro ed ai registi per i quali ha lavorato, ha imparato a conoscere di più se stessa e a saper creare un clima sereno sul set, sicuramente il suo carattere allegro e ridanciano l’aiuta soprattutto quando sul set insorgono problemi che lei riesce a sdrammatizzare.

Il 30 agosto dello stesso anno (2006), la giovane attrice è a Venezia, dove lei e il cast di "The Black Dahlia" si sono presentati per la mostra. Con lei ci sono Josh Hartnett, Aaron Eckart, il regista Brian De Palma e l’autore dell’omonimo libro, James Ellroy.
Scarlett, parlando del film, spiega come sia stato affascinante, ma anche molto complicato girarlo poiché ci sono voluti tre anni, a causa di diverse interruzioni per motivi finanziari. Per risparmiare, infatti, il film è stato girato a Sofia, in Bulgaria piuttosto che a Cinecittà come era stato programmato ma, anche in questo caso, lei si è adattata.
Per interpretare il personaggio di Kay in "The Black Dahlia", Scarlett ha memorizzato ogni minima descrizione del personaggio, grazie ad una lettura approfondita del racconto di Ellroy. Le difficoltà non sono state nel ruolo in sé -  Kay  ha, infatti, una sua forza come tutti i personaggi da lei interpretati -  ma perché Kay mente, nasconde gli orrori che ha commesso e la vera sfida era trovare il tempo giusto per svelare ogni cosa.
Nel libro e nel film, Hollywood è la terra delle illusioni che si trasformano in incubi e per l’autore, ciò costituisce il fascino di questa città. Ma la Johansson non è molto d’accordo poiché pensa che gli americani non siano capaci di dare il giusto valore al loro passato e che anche le illusioni fanno parte della leggenda di Hollywood.