Personaggi

Stampa
PDF

Clint Eastwood

Scritto da Jacopo Siccardi

Clint Eastwood“Mi piace come attore perchè ha solo due espressioni, con il sigaro e senza sigaro”. Così Sergio Leone parlava di Clint Eastwood, ed stato proprio lui il regista che ha fornito a quell’uomo dai lineamenti spigolosi, dagli occhi sottili come aghi e azzurrissimi, il trampolino di lancio per diventare una star mondiale.

 

Eastwood nasce il 31 maggio 1930 a San Francisco, figlio di Clinton Sr. e Ruth Eastwood, ha una sorella, Jane. Cresce durante il periodo della depressione, dopo il crack di Wall Street, ed è costretto a spostarsi in diverse città della California insieme alla famiglia. Proprio a causa di questi continui spostamenti non compie studi regolari e comincia ad impegnarsi nei lavori più disparati: boscaiolo, guardiano notturno, camionista, impiegato in acciaierie e fabbriche di aeroplani, bagnino,  pianista e trombettista jazz, musica per la quale da sempre ha nutrito una grande passione. All’inizio degli anni 50’ si arruola nelle forze speciali dell’esercito degli Stati Uniti d’America e partecipa alla guerra di Corea.
Nel 1955 va ad Hollywood provando a lavorare per la Universal, ma ottiene solo piccole parti o comparsate in televisione o in filmetti di serie B.
Il vero inizio carriera arriva nel 58’ quando Clint va all CBS per far visita ad un suo amico, fortuna vuole che mentre sta percorrendo un corridoio venga incrociato da un dirigente che, notandolo quasi per caso, ne rimane folgorato e decide che Eastwood ha la faccia e il carattere giusto per il cowboy Rowdy Yates, il protagonista della nuova serie televisiva "Rowhide".
Attraverso questa fiction, per la quale Clint girerà più di duecento episodi, la sua faccia divine conosciuta in tutta l’America e per questo motivo Sergio Leone lo sceglierà per interpretare i suoi “spaghetti wester”.
La “Trilogia del dollaro” è stata la svolta nella carriera di Eastwood che con la sua caratteristica espressività, il carattere imperscrutabile e il sorriso sottinteso è divenuto l’eroe del west per eccellenza scrivendo il suo nome a lettere d’oro nella storia del cinema.

La critica, però, inizialmente non lo apprezza, rimarcando il suo scarso potenziale espressivo e i modi da duro che “sfioravano il caricaturale e il grottesco”. Ma il pubblico non la pensa affatto così ed in breve Clint raggiunge la fama mondiale. Tanto successo ha anche dei lati negativi infatti numerosi registi e produttori dopo i tre film con Sergio Leone offrono numerosi copioni alla nuova star, proponendogli però sempre la parte del cowboy solitario e misterioso, Eastwood rischia quindi di rimanere imprigionato senza vi di scampo nella parte che gli a dato successo, senza possibilità di riproporsi con personaggi diversi in generi diversi e dovrà lottare duramente per far capire ai suoi fan che le sue potenzialità vanno oltre ai film wester.
La salvezza arrivò all’inizio degli anni 70 con “Ispettore Callaghan: Il caso scorpio è tuo”, attraverso il quale da vita alla mitica figura del poliziotto duro dal grilletto facile, personaggio che ancora oggi è il protagonista di molti film recenti, e successivamente nel 1979 con “Fuga da Alcatraz” in cui interpreta con una naturalezza e un carisma molto più che accettabili Frank Morris, l’unico detenuto che sia mai fuggito dal famoso carcere di massima sicurezza della baia di San Francisco.

Gli anni ottanta sono per lui un periodo di transizione in cui per la prima volta e con successi mediocri si propone come regista. (cito per completezza di informazione due film “Bird”(1988) e “White Hunter, Black Heart”(1990)
Il vero capolavoro arriva negli anni novanta con “Unforgiven”(1992), un wester recitato e diretto da Eastwood che ricevette la bellezza di nove nomination ai premi Oscar 1993, tra cui migliore attore per se stesso, e ne vinse quattro in cui “miglior film” e “miglior regia”.
Da li in poi Clint si è lanciato e ha mostrato, attraverso i numerosi film diretti, un lato di se che nessuno avrebbe mai immaginato, una sensibilità estrema che veniva celata da quello sguardo tagliente e dal un viso perennemente crucciato, spaziando di genere in genere con grande naturalezza e agilità: “Million dollar baby” (2005), "Flags of our fathers" (2006), “Gran Torino” e “Changeling” (2008), “Invictus” (2009), “Hereafter” (2010).

Share