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Lina Wertmüller

Scritto da Giulia Sanna

Lina WertmullerArtista dalle mille sfaccettature, regista, autrice, scrittrice, sceneggiatrice, talvolta attrice, questa è Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich in arte Lina Wertmüller.

A diciassette anni si iscrive all'Accademia Teatrale diretta da Pietro Sharoff, regista russo allievo di Stanislavskiy; in seguito e per alcuni anni, è animatrice e regista degli spettacoli dei burattini di Maria Signorelli. Una donna dalla grande forza che ha saputo imporsi come regista a livello internazionale grazie alla sua grande esperienza acquisita sin da giovane al fianco di grandi registi come Garinei & Giovannini e il grande Federico Fellini che la sceglie come aiuto regista nel film "Otto e mezzo" e che di lei dirà: “Una bambina che gioca a fare la grande e tende a sdrammatizzare ogni cosa avendo successo”.
E forse è questo suo essere bambina che la porta a sperimentare e a creare in modo nuovo e ironico. Una prova della sua poliedricità è il suo primo film "I Basilischi", da lei ideato, sceneggiato, diretto e in parte doppiato; un’analisi sui giovani italiani di provincia vista in chiave agro-dolce.
L’estro di Lina la porta alla direzione della prima musical comedy italiana: "Il Giornalino di Gianburrasca", in cui compaiono grandi nomi del teatro come Valeria Valeri, Arnoldo Foà, Carlo Croccolo, Bice Valori, Enzo Garinei e Rita Pavone nel ruolo di Gianburrasca e inoltre si avvale della collaborazione di Nino Rota per le musiche. Il suo essere artista la porta a creare novità e così decide di scrivere due commedie con lo pseudonimo di George H. Brown che vedono come protagonista sempre Rita Pavone accompagnata da attori illustri come Giulietta Masina, Bice Valori, Paolo Panelli e un esordiente Giancarlo Giannini.
Da questo momento nasce un sodalizio artistico con Giannini e Mariangela Melato perfetti interpreti delle vicende della società italiana rappresentata in tutte le sue sfaccettature in modo grottesco della regista nelle celebri pellicole: "Mimì metallurgico ferito nell’onore", "Film d’amore e d’anarchia ovvero: stamattina in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza", "Travolti da un insolito destino", e "Pasqualino settebellezze", che sfonda anche nel mercato americano e ottiene 4 nomination all’Oscar. Fiorisce così lo stile tipico della Wertmüller, che si ritrova in tutte le sue pellicole dagli anni ’70 per arrivare alle più recenti ("Io speriamo che me la cavo", "Ninfa Plebea" e "Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica"), ricco di arzigogoli barocchi a partire dai titoli dalla lunghezza proverbiale, tanto da vincere anche il guinness dei primati, per arrivare alle storie basate sulla quotidianità portata all’eccesso dalla comicità grottesca, senza tralasciare un pizzico di “lotta di classe” e di politica per completare il marchio di fabbrica Wertmüller.
Insomma Lina Wertmüller a 83 anni continua a mettersi alla prova, a volte andando contro corrente come una vera artista e utilizzando sapientemente le materie prime come fa un artigiano esperto, il tutto condito dal gioco come lei stessa dichiara : “Io considero la vita un bel gioco, mai perdere la voglia di giocare perché sennò non vale la pena!

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Lina Wermüller

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