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Meryl Streep

Scritto da Administrator

Meryl Streep

Nasce il 22 giugno 1949 a Summit, nel New Jersey, USA, da genitori di origine olandese. Proviene da una famiglia benestante, ma non è figlia d’arte: il padre è dirigente di un’industria farmaceutica e la madre disegnatrice. Il suo vero nome è Mary Louise Streep, il nome d’arte Meryl lo sceglierà dal modo in cui la chiamava sempre da piccola la madre. Non è una bambina di bell’aspetto, e questo la mette molto a disagio tra i coetanei, e la porta a sviluppare la “sindrome del brutto anatroccolo” e a indurire il carattere. Scopre però di essere molto dotata nel canto e, incentivata dai genitori, comincia a studiare canto a dodici anni, presso le migliori scuole di New York. Dotata di una splendida voce da soprano, Meryl sogna di intraprendere una carriera nel musical.

Durante gli anni della giovinezza, mentre studia al Vasar College, sviluppa sempre di più la passione per la recitazione, ed è così che, appena laureata, nel ’71, sceglie di abbandonare temporaneamente il canto e iscriversi alla Yale Drama School, dove si cimenta con i testi dei grandi autori classici (Shakespeare, Strindberg, Brecht). è in questi anni che affina maggiormente la sua tecnica e sviluppa quella che sarà per sempre la sua caratteristica peculiare e punto di forza: la versatilità, la sua capacità di cambiare continuamente ruoli, sentimenti, tecniche, unita ad un perfezionismo che rasenta la maniacalità.
Nella sua formazione, fondamentale è la figura di Robert Lewis, innovatore che, partendo dall’insegnamento dei maestri  Stanislavskji e Strasberg, sviluppa un metodo innovativo, incidendo una svolta per quanto riguarda il teatro americano. Questi insegnamenti, basati sull’identificazione totale col personaggio e sulla ricerca psicologica profonda, uniti a un clima di profonda competizione con i compagni, portano l’attrice ad una crisi che necessita di un consulto psichiatrico, ma la aiutano a sviluppare una cosiddetta pluripersonalità, che diventerà il suo punto di forza.

Nel frattempo, in Meryl è avvenuta una metamorfosi, l’attrice ha lavorato molto sulla sua immagine e sulla sua sensualità, il brutto anatroccolo si è trasformato in un cigno, e, nonostante i suoi lineamenti marcati e irregolari, la ragazza scatena un grande successo, nella vita come sulla scena. Di lei Stanley Jeffe dirà : “Ha un viso davvero sorprendente. Sembra una madonna medievale insieme alla bionda sexy del tavolo vicino, al ristorante.

Il momento di svolta, che determina l’inizio della sua carriera cinematografica, è l’incontro con il regista Fred Zinneman, che una sera la vede recitare Miller e Williams e, rimanendo molto colpito dall’attrice, le propone la sera stessa un piccolo ruolo in un film che stava per iniziare a girare: è così che la Streep si affaccia al mondo della recitazione cinematografica. Nonostante l’imbarazzo e l’indecisione iniziale, Meryl prende ben presto confidenza con la telecamere, sperimenta la differenza tra recitazione teatrale e cinematografica, e, nonostante la sua parte sia molto limitata, la sua performance colpisce tutti per la naturalezza e l’aderenza al personaggio. Il film, Giulia, tratta dell’amicizia tra due donne durante il periodo nazista, ed ottiene un gran successo. Per un certo periodo continua a dedicarsi al teatro e a ricoprire sul set piccoli ruoli.
La sua prima parte importante sarà nel film Il cacciatore (1977). L’attrice riesce a sviluppare il suo personaggio in modo interessante, conferendogli tutta una serie di sfaccettature che colpiscono molto il regista e il pubblico: questo ruolo le varrà la sua prima nomination agli oscar come attrice non protagonista. Sul set, proprio in questo film, si trova a recitare insieme a John Cazale, allora suo fidanzato, gravemente malato di tumore alle ossa, che morirà poco dopo le riprese del film.
Inizia da allora per Meryl una carriera brillante, in cui si cimenta con i ruoli più diversi e complessi: è moglie bisessuale, sospetta omicida, polacca sopravvissuta all’olocausto, barbona alcolizzata, operaia attivista, reduce alla resistenza inglese, madre ingiustamente accusata dell’omicidio della figlia, scrittrice danese, casalinga italoamericana.

Mette in pratica, con la sua stessa carriera più che con campagne pubblicitarie, una battaglia contro la superficialità della figura della donna nel mondo dello spettacolo e l’inconsistenza di moli ruoli femminili nel cinema hollywoodiano. In tutte le sue performance ciò che colpisce di questa straordinaria attrice è la sua applicazione quasi scientifica ai personaggi, che sembrano prendere nelle sue sembianze una nuova vita, raccontare nuove storie. La sua ricerca costante per catturare la vita vera attraverso i dettagli fa di lei una vera artista, tale da essere considerata coautrice dei film, e non semplice strumento più o meno involontario nelle mani di produttori, agenti, registi, che pure condizionano sempre le sue scelte. Una sua grande dote, purtroppo non verificabile da noi a causa del doppiaggio, è quella di saper cambiare, continuamente e con naturalezza, accento. Nell'88 ha imparato con facilità quello australiano per interpretare "Un grido nella notte", mentre in "La donna del tenente francese", passa con disinvoltura dall'accento americano a quello inglese del Dorset. La sua estrema precisione e professionalità la portano invece, in occasione delle riprese del film La musica nel cuore, in cui interpreta il ruolo di un’insegnante di violino, a studiare lo strumento per sei ore al giorno per otto settimane.
Nella via privata Meryl è una donna molto tranquilla e legata alla famiglia. Dopo il fidanzamento con John Cazale che morì nel ’78, ha sposato lo scultore Don Gummer. Hanno quattro figli: Henry, Mamie che recita insieme alla madre in Un amore senza tempo, Grace e Louisaf.

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