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Anna Magnani

Scritto da Valentina Cesano

Anna Magnani“Le rughe non coprirle, che ci ho messo una vita a farmele venire”
Nannarella, una della più grandi attrici di tutti i tempi, simbolo del dopoguerra italiano, una donna vera, che più vera non si può.  Forte e tenace, brillante ma anche malinconica, irruente e arrabbiata, passionale e morbosamente sensibile.

Lei è la dimostrazione della forze straordinaria che nasce dalla libertà, di quella libertà di parlare, di urlare, di piangere, di amare e di soffrire. Un'attrice che è stata capace di commuovere profondamente da un lato e far ridere allo sfinimento dall'altro. Amava profondamente il teatro, ma fu grandiosa anche al cinema, soprattutto con film simbolo come “Roma città aperta” di Rossellini e con “la rosa tatuata” di Mann, in cui per la prima volta un'attrice italiana riceverà un Oscar.

Nasce a Roma il 7 marzo del 1908, presto la madre l'abbandona e lei crescerà con la nonna e la zie, la madre era giovane e non era sposata, conoscerà un altro uomo e deciderà così di rifarsi una vita ad Alessandria d'Egitto, da qui nasce probabilmente l'equivoco che porta molti a credere che lei sia nata lì, in realtà, Anna è nata a Roma, Anna è Roma.
Farà delle ricerche sul padre che non ha mai conosciuto e che non l'ha riconosciuta (lei infatti prenderà il cognome della madre) e scopre che è un calabrese che fa Del Duce di cognome e aveva poi lasciato perdere: “Non m'andava d'esse la fija Der Duce!” dirà.

BellissimaTutti ricordano di aver sentito la sua risata, ancora prima di vederla in volto, si udiva la sua calda prepotente forte e sfrenata risata, e subito si percepiva che non si trattava di una donna qualunque, e infatti non era una donna qualunque.
Per otto anni ha studiato pianoforte al conservatorio, amava la musica, e sarà molto importante nella sua vita, poi frequenterà la Reale Scuola di Recitazione “Eleonora Duse”, che sarà la futura Accademia di Arte Drammatica, e studia con insegnanti come un giovane Silvio D'Amico. Subito in molti notano quella ragazzetta dagli occhi profondi, i capelli neri e le gambette scheletriche; no, non avrebbe potuto fare altro nella vita.
Deve fare l'attrice, è il mestiere che potrà darle sicurezza, potrà darle l'affetto è l'amore che per tempo lei ha sempre mendicato: “Ho capito che non ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno...”
Ha iniziato con piccoli ruoli, fino a diventare protagonista, e ha sempre sostenuto che la miglior scuola per un attore è il palcoscenico, era una forte sostenitrice del vero, nella vita ma soprattutto sulla scena: “...niente è più vero che essere veri e bisogna eliminare la barriera tra il pubblico e l'attore.”
Anna fece delirare le platee in italia e all'estero, ha collaborato con attori e registi che hanno fatto la storia del cinema e del teatro, e ognuno di loro non ha potuto che riconoscere la sua grandezza.
Si tratta di Lluchino Visconti, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Daniel Mann, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, Federico Fellini e di attori come Totò, Aldo Fabrizi, Paolo Stroppa, Anthony Quinn, Marlon Brando, Alberto Sordi, Peppino De Filippo, Marcello Mastroianni... e altri ancora.
Famosa anche per i suoi burrascosi amori, per le sue litigate con tutti, sul set durante il lavoro, nell'intimità, con gli amici, per il suo essere anche spregiudicata e senza vergogna; odia profondamente l'ipocrisia e vuole e ha profondo bisogno di dare, di donarsi ma pretendeva anche di ricevere, forse per lei non era mai abbastanza però.
Nel lavoro doveva sentirsi libera, si imponeva e non era facile da gestire, non si faceva gestire, lei era così... e basta, non c'era modo di giungere a compromessi.
Doveva sentire il personaggio a modo suo e crearlo a poco a poco in lei, improvvisando e dandosi indicazioni praticamente da sola, senza accettare nulla che non sentisse veramente lei, dentro. Ma ci riusciva sempre, anche contro tutto e tutti, e  in un modo esemplare. Una donna assolutamente fuori dagli schemi, grande anche per questo. Non era una diva, non era bella, nel senso classico del termine, ma era a dir poco penetrante, era tutta in quello sguardo e in quella risata, che molti hanno dimenticato, che i giovani non conoscono, ma che non deve svanire in ricordi e in pellicole impolverate.
La storia dev'essere ricordata, e Anna Magnani ha fatto la storia, e per questo la sua memoria va onorata col ricordo, con il ricordo di una donna come poche ce ne sono state e chissà se il futuro altre ce ne regalerà.