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Mia Martini

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Mia MartiniMia Martini, pseudonimo di Domenica Bertè, nasce a Bagnara Calabra il 20 Settembre del 1947. Negli anni settanta viene consacrata come una delle voci più belle e significative della musica italiana.

Nel 1972 lascia la RCA per seguire Alberigo Crocetta alla Ricordi di Milano; e in autunno presenta alla Mostra Internazionale di Musica di Venezia il 45 giri, "Donna sola", che si rivelerà il più venduto della rassegna e verrà premiato con la Gongola D'Oro; inoltre il secondo LP viene premiato dalla critica come miglior LP del 1972.
I suoi dischi  escono in vari paesi del mondo: registra i suoi successi in francese,tedesco e spagnolo ottenendo consensi significativi anche all'estero, soprattutto in Francia dove viene paragonata a Edith Piaf. Nel 1974 Mia Martini è considerata dalla critica europea la cantante dell'anno.
Nel mese di ottobre riceve dalla Ricordi  il Disco D'Oro per il milione di dischi venduti negli ultimi tre anni.
Nel 1975 la Rai manda in onda il suo primo special intitolato semplicemente "Mia".
Nel estate del 1976 si esibisce in alcuni dei palchi italiani ed esteri più esclusivi dalla Bussola di Viareggio allo Sporting Club di Montecarlo.
Incontro con Aznavour
Proprio in Francia viene notata da Charles Aznavour: l'istrionico cantautore e attore francese la vuole accanto a sé in un grande recital all'Olympia di Parigi, tempio sacro della musica in Francia, dove la Martini debutta con grande successo. Lo spettacolo viene replicato anche al Sistina di Roma, con una ripresa televisiva.
Nel 1977 Realizza l'omonimo album Per amarti, nel quale collabora per la prima volta col cantautore Ivano Fossati  dando inizio a un sodalizio artistico e un legame sentimentale decisivi per la sua vita e la sua carriera.
Nel pieno della storia d'amore con Fossati, la sua attività è ora contraddistinta da un nuovo e più autentico spirito di lavoro e da un esclusivo interesse artistico, che la porta a valutare i progetti che le interessano davvero.
Nel 1978 conclude la Tournèe con Aznavour, rinunciando al rinnovo del contratto e sempre in quell'anno i rapporti con Fossati si complicarono notevolmente, e in seguito a ciò si sfuma la realizzazione di un album intero con la collaborazione di Pino Daniele.
Nel 1981, dopo un anno sabbatico, segnato da una difficile operazione alle corde vocali, che ne modifica leggermente il timbro e l'estensione in favore di una voce più roca, Mia è decisa a proporsi anche come cantautrice, presentandosi con un look più discreto e maschile, lontano anni luce da quello eccentrico degli anni settanta.
Nel 1982 arriva il vero rilancio discografico con la prima partecipazione di Mia al Festival di Sanremo, dove interpreta ancora una canzone scritta da Ivano Fossati, intitolata "E non finisce mica il cielo". Nel 1982 partecipò al Festival di Sanremo con "E non finisce mica il cielo" e in quell'occasione istituirono appositamente per lei il Premio della Critica, che fu poi assegnato per ogni successiva edizione, fino a portare il suo stesso nome dal 1996.
Il ritiro dalle scene
Sul finire del 1983 decide di ritirarsi dalle scene, a causa delle dicerie sorte circa dieci anni prima e divenute insistenti proprio nei primi anni ottanta, che legavano la sua fama ad eventi negativi. La stessa Mia Martini anni dopo dichiara in merito a questo periodo:
«La mia vita era diventata impossibile. Qualsiasi cosa facessi era destinata a non avere alcun riscontro e tutte le porte mi si chiudevano in faccia. C'era gente che aveva paura di me, che per esempio rifiutava di partecipare a manifestazioni nelle quali avrei dovuto esserci anch'io. Mi ricordo che un manager mi scongiurò di non partecipare a un festival, perché con me nessuna casa discografica avrebbe mandato i propri artisti. Eravamo ormai arrivati all'assurdo, per cui decisi di ritirarmi.»
Nel 1985, la DDD prova un ulteriore ed ultimo tentativo per rilanciare la carriera di Mia Martini cercando di farla partecipare al Festival di Sanremo con "Spaccami il cuore", un pezzo scritto da Paolo Conte, che però viene scartato dalle selezioni, come ennesimo episodio di ostracismo.
Mia Martini si chiude in se stessa, ritirandosi nella campagna umbra. Per sopperire alle notevoli difficoltà economiche, continua comunque ad esibirsi in località di provincia, accompagnata da gruppi non sempre all'altezza della sua professionalità.
Il ritorno al successo 
Nel 1989, alcuni dei discografici che l'avevano seguita all'inizio (Lucio Salvini e Giovanni Sanjust in particolare) la convincono ad un grande rientro, un assoluto trionfo che pone fine a un altro dei tanti periodi bui, ogni volta superati con un consenso sempre maggiore.
«Erano sette anni che non potevo più fare il mio lavoro, per cui ho avuto dei momenti di grande depressione. E in quel momento ho sentito "fisicamente" questo abbraccio totale di tutto il pubblico, l'ho sentito proprio sulla pelle. Ed è stato un attimo indimenticabile.»
Il successo di Sanremo  la incoraggia ad intraprendere una vera e propria tourèe.
La Scomparsa
Nel marzo 1995, due mesi prima della sua morte, Mia Martini annuncia al suo fan club Chez Mimì, di voler realizzare un album dedicato completamente alla luna, dal titolo "Canto alla luna"; per il 1996 era prevista anche una collaborazione con Mina, che Mia Martini ha definito "la più grande artista che abbiamo in Italia". Entrambe erano legate da un rapporto di amicizia e stima, più volte confermato dalla Martini nel corso degli anni. Sarà proprio Mina, a pochi mesi dalla scomparsa della collega, la prima cantante a dedicarle un omaggio discografico nell'album "Pappa di latte", dove è inserita una sua personale versione di Almeno tu nell'universo.
Da mesi la cantante soffriva di un fibroma all'utero, per questo motivo assumeva dei farmaci anticoagulanti.
Il 14 maggio 1995, dopo giorni di silenzio, il suo corpo senza vita viene ritrovato nell'appartamento in Via Liguria 2, a Cardano al Campo (VA), dove si era trasferita per essere più vicina al padre. La Procura di Busto Arsizio aprì un'inchiesta e dispose l'autopsia. Secondo il referto del medico legale, la morte dell’artista è avvenuta per un arresto cardiaco, causato da un'overdose di stupefacenti. Il 17 maggio il corpo venne cremato, e successivamente il caso fu archiviato.

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