Interviste

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Giovanna Mezzogiorno

Scritto da Administrator

Giovanna MezzogiornoÈ un’attrice italiana figlia d’arte nata dall’attore Vittorio Mezzogiorno e Cecilia Sacchi. Si è sposata con Alessio Fugolo piemontese, di professione tecnico del cinema e si è sposata in gran segreto, perché è sempre stata una persona riservata. Ma non abbastanza riservata da nascondere che l’amore incontrato improvvisamente poco più di un anno fa le ha cambiato la vita. La sua reputazione di persona perfezionista e tormentata - anche sentimentalmente dopo la fine di un fidanzamento con Stefano Accorsi - contrasta con la persona adulta e pacificata che è ora. La sensazione è quella di un cerchio che si è chiuso. E a farlo chiudere ha contribuito sicuramente la partecipazione a "Negli occhi", un documentario su suo padre, il grande Vittorio Mezzogiorno.

Su quel set la dirigeva Marco Bellocchio, che ha diretto anche suo padre Vittorio, e che infatti è presente nel documentario.

Lavorare con lui le ha creato emozioni particolari?
"Marco ha diretto papà nella Condanna,un film che per le difficoltà di lavorare e di rapporto tra loro non è stato affatto facile: non ne conservavano un buon ricordo e non si erano lasciati benissimo. Con Marco il feeling si è costruito sul set: me lo sono conquistato lavorando tanto, lui è tanto diffidente. Da quel film sono uscita distrutta anche fisicamente".

Il documentario è stata una sua idea?
"No mi è stato proposto da Francesco e Daniele. Non l’avrei mai fatto da sola perché non mi piacciono le autocelebrazioni e non ha mai amato parlare di papà. Soprattutto  all’inizio della mai carriera, ero insofferente alle domande sul genitore famoso: bisogna avere rispetto per le differenze che si sono tra le persone".

Perchè allora stavolta ha accettato di partecipare?
"Era arrivato il momento giusto. Sono passati sedici anni da quando mio padre è morto, la nostra famiglia ha avuto il tempo per metabolizzare la sua scomparsa, e io di maturare il giusto distacco: non l’avrei  mai fatto in una logica di resa dei conti con la figura paterna. Più che la sua vita infatti volevo raccontare la storia di una sacrificio: recitare per papà e stata una missione, cui si è votato con dedizione totale".

Parla di distacco. Eppure quando ne parla è ancora molto emozionata.
"Più che altro coinvolta, perché la nostra vita familiare è stata intensa, mi ha dato tantissimo ma anche tolto: la stabilità per esempio perché ci spostavamo in continuazione. Mio padre aveva poi una personalità molto forte non era un uomo facile. Quando ho parlato con le persone che hanno lavorato con lui mi ha colpito il fatto che sembrava morto l’anno prima, tanto erano vividi i loro ricordi".

[da un articolo di "Vanity Fair"]

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