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Anna Proclemer

Scritto da Direzione

Anna ProclemerÈ scomparsa la notte del 25 aprile a Roma l’attrice Anna Proclemer. Nata a Trento nel 1923 avrebbe compiuto 90 anni il 30 maggio prossimo.

Dice della sua vocazione artistica: "A 4 anni, nel Duomo di Trento, ero convinta che tutti guardassero me, quando camminavo lungo la navata col mio vestitino di velluto blu e il colletto di coniglio bianco. Mi sentivo una regina. E mi atteggiavo di conseguenza. Perché a 6 anni, quando mia nonna mi portava al Gran Caffè di Gorizia a bere una cioccolata, mi sedevo sullo sgabello liberty di velluto rosso e mettevo in mostra le gambe nude. Poco poco. Quel tanto perché la gente le notasse. Perché a 12 anni, avendo assistito a una recita scolastica (una cosa pietosa, suppongo), scappai via con l’animo in tumulto e singhiozzai per tutta la strada fino a casa. Era stata un’“illuminazione”, un fulmine, uno
choc irrazionale e sconvolgente. Il presagio di una vocazione, forse."

Fin da bambina si manifesta la sua "diversità" fotografata dal giudizio di Suor Dorina, all'asilo di Gorizia: "Signora, sua figlia forse non è cattiva, ma si dà certe arie...". Cresce così, con una personalità che si distingue e di conseguenza non lascia indifferenti: apparentemente una che se la tira, ma dentro di sé grondava di sensi di colpa, pessimismo, scarsa autostima, una classica bambina "misfit".
Si rivela bravissima negli sport e ottiene risultati lusinghieri nello sci, ma poi deve abbandonare perché il cuore non regge gli sforzi a cui il carattere e la volontà spingono il fisico: "Non me la presi molto; in fondo ero stanca di primeggiare  in attività verso le quali ero sì fisicamente portata, ma che soddisfacevano una parte assai esteriore di me."
L'interruzione dell'attività sportiva coincide con l'inizio degli interessi intellettuali: la musica e il cinema.
Terminato il liceo nel 1941, manifesta ai genitori il desiderio di fare l'attrice, ma non riceve appoggio: "Mi venne sciorinato tutto l’elenco dei luoghi comuni borghesi sul teatro e gli attori: la vita incerta, disordinata, disagiata. E poi la corruzione, il “libero amore, come in quel paese russo che piace tanto a tuo padre”, le orge, i “paradisi artificiali della cocaina”, le attrici costrette a fare le “mantenute” per pagarsi le “toilettes”, la “débauche” come norma di vita".  
Si iscrive dunque alla facoltà di lettere e filosofia e lì partecipa ad un'audizione per entrare nella compagnia dell'Università: viene presa.
Debutta con “Minnie la candida” di Bontempelli, regìa di Ruggero Jacobbi. Fu un successo clamoroso e la critica parlò di “rivelazione”. 
D’ Amico scrisse: “Anna Proclemer ha riportata, per virtù di temperamento nativo come di limpida visione, la vergine creatura alla fonte dell’innocenza. La sua interpretazione, pur mantenuta nei toni più leggeri e trasparenti sorprese, commosse, conquise: le grandi ovazioni che salutarono Minnie furono in gran parte rivolte a lei.”
Inizia così una lunga carriera, ancora nel 2008 la vediamo sul grande schermo nel film di Ferzan Ozpetek ‘Magnifica presenza’.
Il regista Ozpetek, appreso della scomparsa ha dichiarato:
“Avevo scritto una parte per lei anche nel mio nuovo film ‘Allacciate le cinture’, ma Anna mi aveva detto di non sentirsela di spostarsi e di affrontare questo nuovo ruolo. Avevamo quindi deciso insieme di lasciare perdere, allora ho eliminato la parte e lei mi ha detto: ‘per questo ti amo’”.
Giorgio Albertazzi, la ricorda così:
“Anna è morta. E manca una persona importante non solo per il teatro e lo spettacolo italiano, ma anche per il nostro Paese, perché lei ha contato molto, anche dal punto di vista civile”.

 

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