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Enzo Jannacci

Scritto da Francesca Piroi

Enzo JannacciCos’hanno in comune Bruno Bozzetto, il cabaret, Celentano, la cardiologia, Dario Fo, il dialetto milanese, Gaber e il jazz? Nato a Milano nel 1935, Enzo Jannacci ha saputo inserirsi nel quadro artistico italiano in un modo tutto suo, costruendosi una carriera duratura ma senza schemi fissi: oltre i confini.

 

Comincia come musicista negli anni ’50 dopo essersi diplomato al conservatorio di Milano in armonia, composizione, direzione d’orchestra e dopo avervi studiato per otto anni pianoforte. Ma nel frequentare gli ambienti del cabaret si avvicina alle sonorità più fresche del jazz e del rock and roll. Diventa così il tastierista del complesso di Adriano Celentano, i “Rock Boys”. Ma il legame più forte e duraturo sarà quello con il vecchio compagno del liceo classico Manzoni, Giorgio Gaber: insieme fondano un duo, “i due corsari”, per una collaborazione che durerà quarant’anni.

Da solista debutta con canzoni come “L’ombrello di mio fratello” e “Il cane con i capelli”, brani in cui comincia a farsi strada la sua vena di comicità surreale, che lo caratterizzerà per tutta la carriera. Dal cabaret al teatro, poi, il salto è breve: nel 1962 il regista Filippo Crivelli lo scrittura per “Milanin Milanon”, ed è di due anni più tardi la prima di molte collaborazioni con Dario Fo.

Scrivere di un personaggio così duttile, così elastico non è facile. Ne uscirebbe l’ennesima biografia, l’ennesimo elenco di titoli e di nomi. È però importante notare come Jannacci sia stato un osservatore, un attento osservatore della realtà. Realtà che indagava con occhi di artista. E proprio per questo le sue parole così surreali e strampalate sapevano commuovere, per il modo speciale con cui riusciva a raccontare quello che lui scopriva di giorno in giorno. Jannacci era multiforme, un raro esempio di duttilità. Un artista poliedrico che ha cercato di donarsi al mondo attraverso la parola, la musica, il teatro. E perché no? Attraverso la medicina. Enzo Jannacci era pure cardiochirurgo.

E' mancato a 77 anni dopo lunga malattia, alle 20.45 del 30 marzo 2013.