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Grace Kelly, ghiaccio che scotta

Scritto da Mario Restagno

Grace KellyIl 13 settembre 1983, in un incidente ancora avvolto, secondo alcuni, da misteri, perdeva la vita Grace Kelly a soli 53 anni.

Chi era alla guida? La principessa o la figlia Stéphanie (che a 17 anni, non poteva ancora avere la patente)? Fu un sabotaggio o un attentato? Perché Ranieri acconsentì a far staccare il respiratore appena 24 ore dopo l'incidente?

Come spesso accade, i personaggi che hanno avuto un grande impatto mediatico, se ne vanno con una scia di dubbi e misteri, come se non volessimo arrenderci alla loro scomparsa. Così è stato per John Kennedy, Marilyn Monroe e ultimamente Lady Diana... così è per Grace Kelly. Per quest'ultima una serie di fattori la rendono, forse, ancora più enigmatica: la sua avventura terrena è molto più che un terno al lotto. Giovanissima, contro il parere della famiglia decide per la carriera di attrice, in soli sei anni raggiunge l'apice del successo e vi rinuncia per diventare la consorte di Ranieri di Monaco, una principessa. Questo percorso che può parere estremamente luminoso e folgorante, un destino o un'elezione, nasconde un mistero che non è solo il modo in cui è mancata, ma si cela nel cuore di Grace Patricia, donna prima che attrice e principessa.

Nella biografia di Robert Lacey (Ed. Frassinelli) viene descritto un lato oscuro della principessa: ambizione artistica, appetito sessuale, molti amori, vodka e inconfessabili drammi umani. Lacey sostiene per esempio che quando Grace Patricia Kelly si iscrisse all'American Academy of Dramatic Arts, nel 1947, confidò tranquillamente ad un boyfriend che aveva già perso la verginità una sera a casa di un amica: "Lei non era in casa. Fuori pioveva e suo marito mi ha detto che non sarebbe tornata prima di sera. Sono rimasta a chiacchierare con lui e, non so come, siamo finiti a letto."
Una confessione che apre uno scenario totalmente opposto all'immagine che, invece, è stata consegnata dalla storia, di una donna perfetta fisicamente e moralmente. Il miliardario Oleg Cassini su di lei: "E' dotata di grande autocontrollo che perde alla vista di un due piazze". Immaginare Grace Kelly, inavvicinabile, donna dei sogni, la donna del Re perdere la testa e offrirsi su un letto appare in netto contrasto con l'immagine che abbiamo di lei.
Alfred Hitchcock, forse, aveva inuito qualcosa che a tanti sfuggiva scegliendola come protagonista dei suoi film: bellissima e perfetta, esteticamente un angelo, ma qualcosa in lei dava a pensare che sotto sotto covasse un fuoco ardente.

Grace KellyOsservando alcuni suoi ritratti non si può restare indifferenti alla rara bellezza e al potente fascino femminile emanato: l'analisi di quello che propongo in questo articolo è emblematico.
I lineamenti del volto appaiono perfetti e precisi, e nulla è più freddo della perfezione e della precisione che, con la pelle e i capelli chiari, diventano... ghiacco.
Ma la posa racconta un'altra storia, per chi la vuole leggere.
Innanzitutto la scelta di offrire all'occhio della macchina fotografica un tre/quarti del volto (NdR: quasi tutti i ritratti di Grace Kelly sono così impostati) dimostra la non tanto sottile volontà di offrire il lato di sé che si ritiene migliore o... "mostrabile". Se ne deduce che esiste, probabilmente, un altro lato, quello "oscuro"?
In secondo luogo la testa protesa in avanti, gli occhi socchiusi e la bocca aperta con un leggero sorriso, un espressione che comunica piacere e desiderio. E l'anello al dito, in bella vista, come a dichiarare un sogno proibito...

Un ritratto conturbante, nonostante la sua apparente semplicità.
Un uomo si sente completamente disarmato, una sensazione che toglie il respiro perché senti che ti potrebbe sequestrare volontà e intenzioni: tutto questo è terribilmente femminile.

Ovviamente bisogna "sentire" tutti questi messaggi, diversamente ci si può fermare alla dichiarazione di Bing Crosby: "Grace? Troppo fredda, la regina delle nevi".
Alfred Hitchcock, invece, su di lei: "Un vulcano dalla cima innevata" e, in altra occasione, la definì "ghiaccio bollente", un colpo di genio e sensibilità.

Trent'anni sono trascorsi dalla sua morte. Un'occasione per studiare e approfondire il meccanismo che ha reso Grace Kelly un medium eccezionale davanti alla macchina da presa. Vedremo di pubblicare con l'aiuto dei nostri allievi altre riflessioni sulla nostra rivista.

 

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