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Pablo Picasso: il colore inciso

Scritto da Anna Oggero

Dal 20 Giugno al 26 Ottobre 2014, il Forte di Bard in collaborazione con il Museo Pablo Picasso di Münster  ha presenta la mostra "Pablo Picasso - Il colore inciso".

L’esposizione, a cura di Markus Müller e Gabriele Accomero è la più completa raccolta di linografie del famoso artista mai realizzata in Europa. Ospita infatti oltre 100 incisioni e accanto a queste sono inoltre affiancate alcune opere in ceramica, realizzate dal maestro in parallelo e 30 fotografie di Picasso, realizzate dal fotografo David Douglas Duncan, unico a cui il maestro avesse mai consentito libero accesso alla sua casa e al suo studio per immortalarlo all’opera e nella vita di tutti i giorni.

Le linografie in mostra sono state realizzate tra  il 1954 e il 1963. La prima realizzata fu il manifesto pubblicitario per una corrida a Vallauris.

La tecnica linografica fa uso del linoleum, materiale inventato nel 1860 e usato prevalentemente come rivestimento per i pavimenti. Essendo un materiale molto elastico e resistente ne permette l’incisione per la realizzazione di numerose copie di stampa. Per queste ragioni è stato un materiale spesso utilizzato nelle scuole d’arte a scopo didattico e considerato un materiale “povero”. Picasso negli anni’ 50 lo riscattò trasformandone la tecnica d’uso e portandola all’apice. Egli ha adottato due diverse tecniche: una “additiva”, che utilizzava una matrice in linoleum per ogni colore, che veniva applicato sul colore stampato precedentemente, e una “sottrattiva” (ad eliminazione), prediletta da Picasso, in cui i colori diversi venivano sovrapposti su un’ unica matrice, inchiostrandola di volta in volta.

I soggetti rappresentati tramite l’uso di questa tecnica sono i più vari. Tra gli anni ’50 ne ’60 Picasso realizzò moltissime opere ispirate a famosi capolavori della storia dell’arte ripresi in chiave “moderna”. E’ così che molti soggetti delle linografie sono tratti da opere di grandi come Velasquez e Rembrandt.

Alcuni critici come John Berger ritennero che questo periodo dedicato all’”arte per l’arte” fosse  una fase di declino artistico per Picasso. Ma il pittore si difese dicendo: “io ridipingo le immagini e le opere che hanno per me significato, ma contemporaneamente aggiungo ciò che, secondo me, manca”.

Altro soggetto centrale in questa mostra è Jacqueline Roque, modella di cui si era innamorato e per cui aveva lasciato la sua giovane compagna Francoise Gilot. Picasso e Jacqueline di erano incontrati nel 1952 e da allora lei divenne la sua musa ispiratrice, fondamentale nella vita e nel lavoro del maestro. Va detto che però a volte non è facile riconoscerla nelle linografie poiché la ritrasse spesso dietro immagini storiche e mitologiche.

E proprio la mitologia fu uno dei temi delle opere presenti nella mpstra. Si possono vedere infatti fauni, minotauri, baccanali, suonatori di flauti e di cembali.

Ultimo soggetto centrale è la “tauromachia”, cioè la corrida. Pablo Picasso era un accanito sostenitore di questo spettacolo sanguinoso e fu per lui importante anche dal punto di vista artistico. Picasso stesso usa la corrida come metafora della sua essenza di artista e afferma: “ per capire cosa provo, immaginati per un momento al centro dell’arena, con un cavalletto e una tela bianca pronta per essere dipinta, mentre tutti ti osservano. Immagina l’ansia di dover concludere la tua opera, prova ad immaginartelo per un attimo. Non vi è nulla di peggio di diecimila persone che ti osservano con aria minacciosa, cariche di aspettativa e pronte a sottolinearti ogni errore. È molto peggio, è molto più terrificante che affrontare un toro”. Con la tecnica linografica raggiunse il picco della rappresentazione di questo tema e nel 1959, arrivò a realizzare ben 26 illustrazioni sulla corrida per il libro “La Tauromachia”.

A chiusura della mostra sono poi esposte le 30 fotografie di David Douglas Duncan, che permettono al visitatore di concludere la visita ricreandosi un’ immagine concreta del pittore, della sua casa e della sua personalità gioiosa.

In sostanza una mostra interessante, che permette di scoprire una nuova faccia di Picasso, slegata dai suoi “periodi” blu o rosa che fossero. Emerge come fosse veramente un artista devoto a qualsiasi tecnica pittorica e ancora una volta, la sua apertura all’innovazione e alla sperimentazione. Picasso è un uomo che ha vissuto immerso nel suo lavoro artistico fino alla fine dei suoi giorni e questa mostra ne dà una prova concreta, svelando come fosse un uomo ricco di passione anche negli ultimi anni.

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