Teatro

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La donna goldoniana e la Locandiera

Scritto da Anna Oggero

Carlo Goldoni, autore dell’importante riforma del teatro italiana (iniziata nel 1738 con “Momolo Cortesan”), fu uno dei primi autori a dare rilievo al ruolo della donna. Ciò emerge chiaramente dalle sue opere, che partendo dalla “Locandiera” (1752) pongono al centro della storia quasi sempre personaggi femminili. Storicamente la lotta tra uomo e donna tra il ‘500 e il ‘700 è molto animata. Il ‘700 è definito da alcuni il “secolo delle donne” dato che è proprio l’epoca in cui queste iniziano a lottare per la parità dei sessi. All’epoca si presupponeva sì che una donna lavorasse, ma che comunque continuasse a dipendere dalla protezione di un uomo (padre, figlio, marito) e ipotizzare una donna totalmente indipendente era fuori da ogni immaginario. Ci si sposava giovanissime e il guadagno del lavoro serviva a costituire la dote, che diventava ciò che avrebbe determinato la fortuna o la sfortuna del matrimonio, a seconda che fosse più o meno ingente. Le donne dell’ alta borghesia e dell' aristocrazia poi non lavoravano proprio, se non praticando attività casalinghe tipo il cucito o la musica. La questione del matrimonio di una figlia era sempre molto delicata e valutata con accuratezza, dato che permetteva ad una famiglia anche di innalzarsi nella società. Se la donna aveva un ruolo nella società era in concreto quello di madre e procreatrice e poi, dopo aver avuto figli, quello di educatrice.

In questo panorama si colloca Goldoni che in tutte le sue opere fa emergere tracce di femminismo.

La “Locandiera” ne è un esempio lampante.

La protagonista assoluta è Mirandolina, padrona e gestore di una locanda a Firenze. Lei è libera, non ha nessuno che la protegga e che provveda al suo mantenimento, ma fa tutto da sé. Quello che le interessa, che è al centro della sua vita, è il buon andamento della sua locanda e non ha bisogno di nessuno che se ne preoccupi al suo posto. È una donna forte, indipendente, emancipata, che ben sa di avere un titolo importante, quello di “padrona”. Nel quadro della riforma goldoniana qui emerge uno studio sul personaggio. Quella che in origina era la figura della “servetta”, personaggio secondario, non solo diventa protagonista, ma si stacca dalla sua “immagine tipizzata” e diventa un personaggio unico, con caratteristiche sue proprie, con una psicologia che si distacca dalla macchietta della commedia dell’arte. Ne emerge quindi un personaggio vero (anche se qualche carattere tradizionale ancora rimane) con una vita interna e delle sue idee. I suoi comportamenti non sono stereotipati, ma sono dettati dalla sua esperienza, dal suo vissuto.

Ne emerge una figura di donna molto “moderna”, che precorre assai il tempo di Goldoni. Una donna imprenditrice di se stessa che è cosciente della propria liberà e ama goderne.

La psicologia di questo personaggio emerge perfettamente dalle sue parole: «A maritarmi non ci penso nemmeno; non ho bisogno di nessuno; vivo onestamente, e godo la mia libertá. Tratto con tutti, ma non m'innamoro mai di nessuno. Voglio burlarmi di tante caricature di amanti spasimati; e voglio usar tutta l'arte per vincere, abbattere e conquassare quei cuori barbari e duri che son nemici di noi, che siamo la miglior cosa che abbia prodotto al mondo la bella madre natura.»

Mirandolina è una donna intelligente, molto più intelligente di tutti e quattro gli uomini con cui ha a che fare nella commedia e che alla fine della vicenda vengono piegati, inconsapevolmente, alla sua volontà.

“La Locandiera” è però solo uno degli esempi di commedie dove dominano personaggi femminili. Ne “Gli Innamorati” spicca la figura di Eugenia che figura in 31 scene su 41, mentre il protagonista maschile, Fulgenzio è presente solo in 17 scene, in “Pamela” protagonista è appunto la giovane cameriera Pamela, e così via.

Tutte le donne di Goldoni amano e vogliono essere amate, sono astute e manipolatrici. Insomma Goldoni chiaramente preferiva la figura femminile a quella maschile e nella storia del teatro, per le donne, si può dire che sia stata una fortuna.

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