Teatro

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La riforma di Goldoni

Scritto da Martina Zanarella

Goldoni, drammaturgo veneziano del ‘700, porta dei grandi cambiamenti nel modo di fare teatro in Italia, ma non solo, grazie alla così detta riforma Goldoniana.

Il panorama teatrale dell’epoca era monopolizzato dalla “Commedia dell’Arte”, basata sulla capacità di improvvisazione degli attori a partire da un canovaccio. Le maschere erano stilizzate e prevedibili.
La riforma di Goldoni si basa sui seguenti punti chiave:
-Il binomio Mondo-Teatro come unico punto di ispirazione
-Il passaggio dalla commedia a soggetto, a quella distesa
-La cauta moralizzazione dei contenuti 
-La perdita delle maschere e l’introduzione dei caratteri 
-Il progressivo aumento del realismo

“Sebben non ho trascurata la lettura dei più venerabili e celebri autori[…] i due libri su’quali ho più meditato, e di cui non mi pentirò mai di essermi servito, furono il Mondo e il Teatro”.

Goldoni dichiara di aver seguito, come regole pressoché uniche, il guardare ed il fare al fine di acquistare esperienza. Il suo sguardo attento osserva i personaggi che si muovono sull’immensa scena del mondo e li fa rivivere sulla piccola scena del teatro.

Goldoni riesce a dare importanza anche al commediografo e non solo ai commedianti; è grazie a lui infatti che le opere passano da commedie “a soggetto” a “distese”. Gli attori non hanno più quindi un canovaccio da seguire e modificare a loro piacimento, ma una vera e propria opera. Ovviamente questo nuovo modo di  fare teatro non fu subito ben accolto dagli attori che non volevano imparare a memoria i testi e che si sentivano spodestati, non erano più loro i protagonisti indiscussi della scena, ma la scena stessa. Questo approccio in realtà rese le opere immortali conferendo loro una dignità e dando un’immortale importanza anche al drammaturgo.

La Commedia dell’Arte era spesso volgare e oscena, Goldoni si oppone a questo stile cercando di introdurre una sorta di restaurazione morale dei costumi della società. Goldoni attinge i personaggi dalla realtà in modo che il pubblico li possa riconoscere traendone divertimento ma avendo anche modo di pensare. Il fine pedagogico della sua riforma teatrale è perseguito con modi bonari e senza moralismi di facciata.

Altra caratteristica a cambiare è la progressiva scomparsa delle maschere a favore di un sempre più vivo realismo, i personaggi non sono più caratteri fissi e stereotipati, ma piano piano guadagnano sempre più veridicità, divenendo personaggi che cambiano,  che evolvono con mille sfaccettature e sottigliezze.

A diventare sempre più realista è anche  la lingua, che diventa varia passando dall’italiano, al dialetto veneziano  a quello fiorentino, cambiando di volta in volta registro in base al contesto.

È quindi grazie a Goldoni che il teatro italiano ha ritrovato la sua originale grandezza, senza nulla togliere, però, alla Commedia dell’Arte che rimane tuttora una fantastica espressione artistica.

 

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