Teatro

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Trovarsi con Donata Genzi

Scritto da Valentina D'Agnano

Valentina D'AgnanoEcco che, seduta al tavolino di un sofisticato locale della Riviera dal sapore un po’ retrò, mi preparo per l’ intervista alla famosa attrice Donata Genzi. Appena entrata dalla porta la vedo in tutta la sua bellezza e, vedendomi anche lei, ci scambiamo un sorriso che subito mette a proprio agio entrambe. Nonostante la notorietà mi sembra una persona semplice e gentile.

Inizio la mia intervista.

 

Dal momento che non mi va di fare tanti giri di parole, signorina Genzi… mi interessa davvero capire il suo mestiere… l’ho vista, a teatro molte volte e mi stupisce sempre vedere come lei riesca ad essere sincera e vera pur recitando le parti più opposte.
Io non c’ entro…sono ogni volta come mi vuole la parte, con la massima sincerità e c’è anche un’ altra cosa interessante…che un’ attrice non ha bisogno di conoscere per propria esperienza la vita; basta che sappia intuire quella del personaggio che deve rappresentare.

Ma non la stanca vivere così tante vite? Sulla scena intendo, in finzione?
Perché in finzione? No. E’ tutta vita che si rivela a noi stessi. Vita che ha trovato la sua espressione fino a farla diventare febbre dei nostri polsi… lacrima dei nostri occhi, o riso dalla nostra bocca… Paragoni queste tante vite che può vivere un’ attrice con quella che ciascuno vive giornalmente: un’ insulsaggine, spesso, che ci opprime… non ci si bada, ma tutti disperdiamo ogni giorno… o soffochiamo in noi il rigoglio di chi sa quanti germi di vita…possibilità che sono in noi… obbligati come siamo a continue rinunzie, a menzogne, a ipocrisie…. Evadere! Trasfigurarsi! Diventare altri!

Dunque un’ attrice non può avere segreti per nessuno… perché lei stessa dice che sulla scena si rivela non solo come è ma anche come potrebbe essere!
No! Solo come potrei essere se mai! Perché sulla scena, non sono mai io. Come io sono veramente, scusi, vuole saperlo lei, se non lo so io stessa?

Ma lei non può vedersi mentre noi spettatori la abbiamo veduta!
Non me! Come amerei io, per esempio, la prego di credere! Lei vede come ama questo o quel personaggio ch’io rappresento! Se lei gli da il suo corpo, scusi! Le sue labbra per baciare… le sue braccia per abbracciare… la sua voce per dire parole d’amore… noi sappiamo come lei respinge o s’abbandona… le parole nel vario tono con cui le dice… le espressioni del suo volto, della sua bocca… il suo riso…

In questa intervista liberamente ispirata alle parole di Donata Genzi nel I atto di “Trovarsi” di Luigi Pirandello, sono racchiuse alcune delle domande che un attore si sente rivolgere dai non addetti ai lavori o da chiunque non comprende che recitare è diventare altro da sé.
Questa e molte altre riflessioni sono contenute in questa commedia in cui Pirandello riflette e mette in scena il mestiere dell’ attore che molto spesso nella sua arte è tanto virtuoso ma nella vita non riesce a "Trovarsi".

“…conosco troppo la mia faccia; me la sono sempre fatta, troppo fatta! Ora voglio la ‘mia’, così com’è, senza ch’io me la veda. Sai, è per forza così… perché io sono sempre stata vera… sempre vera… ma non per me… ho vissuto sempre come di là da me stessa; e ora io voglio essere ‘qua’… io… io… avere una vita mia, per me… devo trovarmi!” (Donata Genzi)

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