Teatro

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Meiningen, precursori della regia teatrale

Scritto da Raffaele Folino

Duca Giorgio di MeiningenA cavallo fra l’800 e il 900 un importante tipo di teatro, che fino ad allora aveva retto magnificamente, cedeva il posto ad una corrente nuova ma fondamentale per il futuro: il teatro del regista si sostituisce pian piano al teatro del grande attore. Volendo parlare dell’avvento della regia non possiamo non soffermarci sull’interessante fenomeno dei Meiningen, che rappresentarono un degno esempio per le future personalità del teatro di regia.

Difatti il primo impulso in questo senso, sembra provenire dal piccolo ducato tedesco di Sassonia-Meiningen che ha nel duca Giorgio II un grande appassionato di teatro il quale, con l’aiuto del regista Chronegk, organizza una compagnia su base dilettantistica, chiamata “I Meiningen”, attiva dal 1866 al 1874 nel ducato, e poi in tournèes in America e in Europa dal 1874 al 1890.
Per la compagnia, improntata su principi naturalistici, è fondamentale il rispetto quasi totale del testo rispettando il principio della quarta parete, che portava ad ignorare completamente la presenza del pubblico; le scenografie da dipinte divennero tridimensionali e praticabili offrendo un quadro maggiormente realistico alla rappresentazione.
Molto rilevante fu la cura quasi maniacale delle scene di massa, che normalmente erano la parte più inconsistente degli spettacoli teatrali ottocenteschi.
Questo avveniva poiché le compagnie teatrali, essendo costituite da una dozzina di attori, dovevano procurarsi le comparse nelle città nelle quali erano in tournèes; le prove erano minime ed i risultati pessimi.
Il duca poteva contare invece su una troupe, pagata da lui e alle sue strette dipendenze, composta da una settantina di persone in cui vigeva la legge della rotazione: non sempre gli attori di maggior valore recitavano nel ruolo protagonista. Questo portava alla conseguenza che tutti, prima o dopo, avrebbero recitato nelle scene corali portandole così a risultati molto più soddisfacenti e apprezzabili.
Ma il grande valore di questa compagnia fu nell’imposizione della disciplina, nel controllo sull’attore.
Il sistema della rotazione servirà ad infondere anche nei migliori interpreti l’abitudine a subordinarsi totalmente ad un regista.
Questo nuovo tipo di teatro tarderà ad affermarsi più lentamente in Italia, per via della difficile gestione dei grandi attori.

 

 

 

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