Cinema

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Quentin Tarantino

Scritto da Francesca Piroi

Quentin Tarantino è multiforme, un personaggio eclettico: nella sua più che intensa carriera ventennale ha ricoperto i diversi ruoli di regista, sceneggiatore, attore, critico e produttore cinematografico.

È una carriera che comincia alla fine degli anni ottanta, che incontra i primi riconoscimenti della critica con “Le Iene” (1992) e che continua a riceverne, recentissimo l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale per Django Unchained (2013). Ma cos’è che rende tanto riconoscibili i suoi lavori? Cos’è che li rende tanto amati e altrettanto odiati?

Tarantino ha davvero capito che al giorno d’oggi, nel vedere un film, lo spettatore medio sa a cosa va incontro, conosce i meccanismi tipo del cinema: è in grado di prevedere azioni, relazioni, finali. In breve, non si stupisce più. Allora fa un passo oltre: invece di pensare le sue storie e i suoi personaggi "per la realtà", li inserisce direttamente in un "mondo parallelo" verosimile dove tutto può succedere, dove tutto è concesso. In questo modo può far fare ai suoi burattini cose che nella realtà sarebbero davvero poco credibili, ma che Lì riescono di nuovo a stupire lo spettatore. Sposta le sue storie dalla realtà in cui noi viviamo alla realtà del cinema, un universo in cui tutto dichiaratamente segue le regole del film.

Ma lo spettatore dei suoi film viene scosso anche per un’altra ragione, più forte, più profonda. È allarmato di fronte non tanto alla violenza o a personaggi spesso totalmente immorali, ma alla propria reazione di piacere e compartecipazione di fronte a tali azioni. È “un cinema che ci inebria, allarma e poi ci fa mettere in discussione”. La violenza non è percepita con senso di superiorità, con distacco, perché non c’è un processo di purificazione. È un puro strumento per scuotere lo spettatore.

E dove altro si può riconoscere la firma di Tarantino? Beh per esempio nella sua fissazione per la pellicola 35mm: in un periodo in cui il cinema digitale la fa da padrone, il regista statunitense gira esclusivamente su pellicola; e pure nel New Beverly, cinema di sua proprietà, i film vengono proiettati esclusivamente su celluloide.

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