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Thank you, Mister Rambaldi

Scritto da Mario Restagno

Carlo RambaldiCarlo Rambaldi, italiano della Padania che ha vissuto gli ultimi dieci anni della sua vita andando a vivere a Lamezia Terme in provincia di Catanzaro. Già questa parabola descrive un uomo unico, originale e non replicabile.

L'assessore alla cultura della Regione Calabria ha comunicato la sua morte con queste parole: «Con Carlo Rambaldi scompare uno dei geni internazionali del cinema, un mago degli effetti speciali per tre volte premio Oscar, un esempio indiscusso della creatività italiana».

Nato a Ferrara, nel 1925, Carlo Rambaldi si diploma come geometra ed entra all'Accademia delle Belle Arti di Bologna nel 1951. Il suo incontro con il cinema è casuale, quando gli viene chiesto nel 1956 di realizzare il drago Fafner, lungo ben sedici metri, per il film Sigfrido diretto da Giacomo Gentiluomo. Si trasferisce a Roma e lavora come scenografo: Monicelli, Ferreri, Pasolini e Dario Argento (1975 “Profondo Rosso”) i principali registi con cui collabora in questo periodo.
Dopo la metà degli anni 70 De Laurentiis lo porta a Hollywood coinvolgendolo nella produzione di King Kong. L'incontro con la grande produzione cinematografica americana gli permetterà di affinare le sue abilità nella "meccatronica" (effetti speciali ottenuti con l'unione di meccanica ed elettronica).
Dice Rambaldi: “In E.T. ci sono circa 150 inquadrature che hanno per protagonista il personaggio. Queste 150 inquadrature le abbiamo girate in un mese e mezzo ed eravamo otto persone. Se avessimo dovuto fare lo stesso lavoro col computer avremmo dovuto assumere più di cento persone per circa sei mesi. Senza contare che poi, a chi lo avrebbero dato l'Oscar? Non si può mica dare un Oscar a cento persone.
Rambaldi vince il suo primo Oscar per i migliori effetti speciali con King Kong di John Guillermin nel 1976 creando un pupazzo di 12 metri e un braccio meccanico a grandezza naturale per le riprese ravvicinate con Jessica Lange. Nel 1979 con Alien di Ridley Scott arriva il suo secondo Oscar. Nel 1982 crea il suo capolavoro: E. T., L'Extraterrestre.
Spielberg mi ha detto che voleva una cosa brutta ma innocente. Beh, per farlo brutto bastava mettere molte grinze sul volto. Farlo innocente era più difficile, perché poteva sembrare stupido. Poi un giorno ho guardato il mio gattino aleano, e nei suoi occhi ho visto proprio quell’innocenza che cercavo. Se tagliate le orecchie a un gatto aleano e spostate un po’ più su il naso vedrete molto di quella che è l’immagine di E.T”.

Ai grandi riconoscimenti a livello internazionale non corrisponde lo stesso trattamento in patria.  
Carlo Rambaldi ha sempre nutrito il sogno di lavorare ad un film su Pinocchio, ma le cose non sono mai andate per il verso giusto.
"Comenicini nel 1972 mi ingaggiò chiedendomi un provino da realizzare a mie spese: costruii un Pinocchio in grado di muoversi, parlare e persino di tirare il martello al grillo parlante. Durante la realizzazione venne a farci visita il cognato di Comencini, che si è poi rivelato essere un ingegnere meccanico. Insomma per farla breve Comencini plagiò il mio Pinocchio; denunciammo la produzione. Lo sceneggiato fu sequestrato e la messa in onda fu ritardata di due settimane; andò in onda solo dopo che ottenemmo un risarcimento da parte della Rai".
Trent'anni dopo è la volta di Benigni. Carlo, entusiasta realizza una serie di pupazzi di Pinocchio con il volto di Roberto Benigni, ma anche questa volta non se ne fa niente.
"Chissà... – commenta sua moglie - forse due premi Oscar, nello stesso film non ci potevano stare”.
Rambaldi ottiene una delusione anche da Terni, la città dove nel 1977 aveva fondato dell’Accademia degli Effetti Speciali, un'esperienza unica a livello europea che misteriosamente non ottiene alcun finanziamento dagli Enti Pubblici. Forse troppo libero politicamente l'artista di Ferrara?

Carlo Rambaldi, pittore, fabbro, artista, artigiano che ha fatto apprezzare il nostro paese in tutto il mondo, almeno Hollywood lo ha saputo premiare.
Nemo propheta in patria , thank you Mister Rambaldi.

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